Per aiutare le colleghe e i colleghi a comprendere meglio l’attuale situazione e favorire una partecipazione attiva, la FABI condivide la propria posizione e le proprie proposte sui diversi temi, spiegando cosa è attualmente al tavolo delle trattative, quali questioni restano escluse e quali ritardi stanno ostacolando i progressi.
| Argomento | Ultimo incontro | Prossimo incontro | Conseguenze |
Convocazioni attese |
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| IPCA ed efficienza aziendale | 23/09/2024 | 21/01/2025 | L’amministrazione trattiene in ostaggio somme già dovute ai lavoratori. |
| Area operativa | 18/12/2024 | Non stabilita | Proposta di riforma che attribuisce massima discrezione all’Amministrazione senza alcun beneficio e/o vantaggio per i lavoratori. |
| Assicurazione sanitaria | 20/11/2024 | Non stabilita | Senza il tempo necessario per una trattativa adeguata, si rischia di dover accettare la proposta dell’Amministrazione o, peggio, di restare senza assicurazione. |
| Lavoro da remoto/ibrido | 19/12/2024 | Non stabilita | Senza una corretta revisione i lavoratori oggi esclusi continueranno a essere esclusi e quelli che non hanno accesso ai limiti massimi previsti continueranno a non avere accesso ai limiti massimi previsti. |
| Scuola materna a Roma | 19/12/2024 | Non stabilita | Chiusura della scuola e di un servizio fiore all’occhiello dell’Istituto, attivato nel 1971 dal lungimirante Governatore Guido Carli. |
| Rete territoriale | 19/12/2024 | 20/01/2025 | Dietro il “rilancio” della rete territoriale sembra esserci un progetto di chiusura di due filiali e di preparazione alla chiusura per lenta agonia (vengono tolti compiti ecc.) di molte altre. |
| Welfare | – | Impossibilità di valutare e confrontarsi tempestivamente sulla qualità del nuovo fornitore, della piattaforma ecc. | |
Argomenti che FABI vorrebbe mettere in agenda |
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| Revisione Area manageriale | Le criticità della riforma emerse negli anni non vengono affrontate. Tutti i processi dovrebbero essere sottoposti a feedback per verificare e valutare la “performance” e introdurre eventuali rettifiche o correttivi. | ||
| Trasparenza e merito | La trasparenza e soprattutto la mancanza di trasparenza mina il merito, l’equità e il senso di appartenenza, aprendo la strada a favoritismi e familismo. | ||
| Premio presenza e altre norme da rivedere | Rimangono in vigore norme antiquate che incentivano eccessivamente lo straordinario e creano discriminazioni tra manager e operativi. | ||
| Carriera operaia | La carriera operaia viene sottoposta a una trasformazione in carriera amministrativa con trascinamento, senza una vera riforma e senza tutele, attraverso l’uso distorto dei job posting fortemente incentivati dai responsabili diretti. | ||
| Mensa per tutti | La nuova gestione si riassume in “meno scelta e meno qualità”. Nessuna reale attenzione ai vegetariani, ai vegani e agli intolleranti (celiaci e intolleranti al lattosio in particolare). Siamo molto lontani dalle regole di una sana e corretta alimentazione. | ||
| Telelavoro vs delocalizzato | Trattamento discriminatorio dei colleghi e delle colleghe che usano il telelavoro: una modalità di lavoro sostanzialmente identica al delocalizzato, ma con meno tutele e meno diritti. | ||
Oggi, più che mai, stiamo affrontando cambiamenti cruciali per il futuro dell’Istituto. Servirebbe una dirigenza illuminata e lungimirante, capace di coinvolgere le Organizzazioni Sindacali e di agire con tempestività e attenzione alle esigenze del personale, senza perdere tempo. Invece, l’Amministrazione sembra comportarsi come certi avvocati che, incapaci di vincere nel merito, usano i tempi come cavillo e strategia per evitare un reale confronto e rinviare soluzioni necessarie.
Questa strategia del ritardo impedisce di affrontare seriamente molti altri argomenti, ancora esclusi dal tavolo delle trattative, che restano bloccati e impantanati, come mostrato nella tavola sopra.
IPCA ed efficienza aziendale
Da più di 10 anni per prassi l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali hanno deciso di incrementare annualmente le retribuzioni della sola percentuale dell’IPCA previsionale calcolata dall’ISTAT. La FABI ha quindi chiesto di escludere questo incremento annuale dal tavolo negoziale e di pagarlo in busta paga immediatamente, lasciando inalterata la sede di verifica triennale. La Delegazione aziendale invece sta ritardando l’erogazione dell’IPCA usandola come strumento di ricatto per ottenere la firma dell’Efficienza aziendale. L’Efficienza aziendale viene calcolata dall’Amministrazione in completa autonomia con modalità di calcolo che la FABI considera poco chiare e probabilmente errate perché basate su dati incompleti (estrazioni dalla base dati ASTRA, notoriamente poco affidabile) e con ponderazioni arbitrarie.
Abbiamo chiesto di costituire un “tavolo tecnico” con i sindacati per definire una volta per tutte il paniere e le ponderazioni dei singoli elementi considerati nell’Efficienza aziendale. L’Amministrazione ha convocato le Organizzazioni Sindacali per il prossimo 21 gennaio.
Area Operativa
La FABI ritiene questa proposta inaccettabile e priva di possibilità di miglioramento per i seguenti motivi::
- Riconoscimenti economici: il sistema proposto risulta chiaramente peggiorativo rispetto a quello attuale, penalizzando i lavoratori;
- Prospettive di carriera: la carriera all’interno dell’Area verrebbe completamente azzerata con una discrezionalità totale per i passaggi nell’Area manageriale e Alte professionalità;
- Criteri di valutazione: discriminanti e offensivi nei confronti di tutti i dipendenti dell’Area;
- Livelli di ingresso dall’esterno: la possibilità di assumere a qualsiasi livello presente nell’Area compromette la crescita professionale interna e favorisce l’ingresso di risorse sottopagate;
- Formazione: percorsi quinquennali che, al completamento, garantiscono aumenti salariali irrisori (€167,00 annui strutturali nei primi 20 anni e € 334,00 annui una tantum nei successivi 20 anni), insufficienti a valorizzare il personale.
N.B. Tutti sono in grado di valutare la difficoltà di completare un corso quinquennale.
Assicurazione Sanitaria
L’Amministrazione continua a gestire con leggerezza temi fondamentali come l’assistenza sanitaria. Dopo aver convocato le Organizzazioni Sindacali con notevole ritardo il 20 novembre 2024, ha dichiarato che era necessario un percorso accelerato per definire una piattaforma funzionale a una gara d’appalto, sottolineando che una gara europea richiede circa un anno. Tuttavia, a oggi, non è ancora chiaro quando le Organizzazioni Sindacali verranno riconvocate.
A pensar male (si fa peccato, ma spesso si indovina) si potrebbe pensare che l’Amministrazione stia prolungando i tempi strategicamente per impedire ai sindacati di intervenire sulla piattaforma predisposta. La FABI spera di far peccato e di sbagliare.
Lavoro da remoto/ibrido
Il 19 dicembre 2024 si è tenuto l’incontro per la valutazione del Lavoro ibrido, dove la Delegazione aziendale ha affermato la validità del sistema che richiede solo piccoli aggiustamenti.
La FABI, pur riconoscendo la validità dell’accordo stipulato e gli effetti positivi sulla conciliazione dei tempi vita-lavoro, ritiene invece necessario rivedere i seguenti aspetti:
- non tutti ne possono usufruire (vedi GSP);
- l’estensione a 120 giorni annui è vista sfavorevolmente in alcuni Dipartimenti dell’Amministrazione centrale e così tanto sfavorevolmente nelle Filiali che a nessuna è stato concesso;
- nelle unità di base con massimale annuo di 50 giorni si può ampliare il limite mensile da 5 a 10 giorni (fermo restando il massimale annuo) e il massimale annuo è ampliabile solo individualmente, mentre nelle unità di base con massimale di 100 giorni annui l’incremento del massimale fino a 120 giorni all’anno è previsto l’ampliamento sia individualmente sia collettivamente.
La FABI propone le seguenti soluzioni:
- definire l’accesso alle fasce di lavorabilità da remoto sulla base dei processi e delle attività e non sulla base degli uffici. Questo amplierebbe l’accesso al lavoro ibrido (anche al personale addetto al GSP per tutte le attività lavorabili a distanza) e rispetterebbe anche il principio generale adottato dall’Amministrazione nella definizione delle fasce: “La collocazione è guidata dal grado di lavorabilità da remoto delle attività svolte”.
- concedere ai Direttori delle Filiali autonomia decisionale nell’estendere il numero di giorni di lavoro a distanza concedibili, senza la supervisione del GEP, così come avviene con i Dipartimenti dell’Amministrazione centrale;
- introdurre la possibilità di estensione a 60 giorni per tutti gli addetti delle unità di base dove il massimale annuo è di 50 giorni annui.
Scuola materna a Roma
In un primo momento, la Delegazione aziendale aveva annunciato l’intenzione di chiudere definitivamente la scuola materna. Fortunatamente, grazie alla straordinaria mobilitazione di oltre 2.500 colleghi che hanno sottoscritto la petizione del “Comitato genitori della scuola materna e del nido” – a cui la FABI esprime profonda gratitudine per l’impegno e il dossier predisposto – e all’azione compatta di tutte le Organizzazioni Sindacali, sembra che l’Amministrazione abbia deciso di riconsiderare la sua posizione.
La FABI ha richiesto alla Delegazione aziendale di garantire la continuità del servizio per l’anno in corso, sfruttando i margini previsti dal contratto, e di intervenire per adeguare la struttura alle normative vigenti. In alternativa, ha suggerito di utilizzare uno dei numerosi immobili di proprietà della Banca per assicurare che, dal prossimo anno scolastico, il prezioso servizio della scuola materna possa proseguire.
Anche in questo caso, l’Amministrazione ha dimostrato una preoccupante distanza dai lavoratori, tentando di risparmiare su un servizio che rappresenta un fiore all’occhiello della Banca, attivo da ben 54 anni, e istituito nel 1971 sotto la guida dell’allora Governatore Guido Carli.
Rete territoriale
A seguito dei primi due incontri del 5 e 16 dicembre 2024, ottenuti grazie alla richiesta di tutte le Organizzazioni Sindacali al Governatore, siamo stati convocati per il prossimo 20 gennaio 2025 per ricevere l’informativa definitiva sul progetto di riforma della Rete.
La FABI si riserva di esprimere le proprie valutazioni dopo aver analizzato i contenuti che verranno presentati durante questo incontro.
Welfare
Dal 1° gennaio 2025 è attivo il nuovo contratto con Edenred Srl per il periodo 2025-2028. Tuttavia, ci chiediamo: perché la piattaforma è ancora in fase di costruzione? Perché le attività formative e informative non sono state completate entro il 31 dicembre 2024? Dalle prime sessioni formative, la piattaforma sembra avere buone potenzialità, ma potremo verificarne l’efficacia solo una volta pienamente operativa.
Ci è stato garantito che la piattaforma sarà accessibile anche ai colleghi con disabilità, un aspetto positivo e necessario. Tuttavia, resta il problema delle quote residue del contratto precedente (escluso il Credito libero dei dipendenti), che saranno accreditate successivamente, senza però una data precisa. Questo ritardo desta preoccupazione e richiede chiarimenti tempestivi.
3 risposte
un riepilogo sulle questioni in piedi : ottima idea e utile
Ciao Luciano, grazie mille per la tua condivisione. Hai centrato perfettamente il punto. Il nostro modo di fare sindacato si basa proprio sulla tenacia: non lasciamo che i problemi finiscano nel dimenticatoio, come invece l’Amministrazione spera spesso che accada con il passare del tempo.