Viene allora da chiedersi: ha ancora senso mantenere un sistema di valutazione formalmente strutturato, se i criteri più rilevanti non sono codificati e i giudizi non sono verificabili?
Se
la valutazione rimane nella sostanza affidata alla discrezionalità del Capo o della Commissione e le evidenze concrete non incidono realmente,
tanto varrebbe riconoscerlo e abbandonare l’apparato amministrativo che lo circonda.
Un sistema più semplice, trasparente e comprensibile, anche per chi decide – magari basato su criteri minimi e facilmente verificabili – sarebbe meno oneroso, forse più onesto, e sicuramente più accessibile per chi oggi resta escluso senza capire il perché.
In un sistema giusto,
la complessità e la visibilità del lavoro vanno riconosciute, ma anche
dimostrate. Finché questi criteri resteranno indefiniti, chi li subisce non potrà difendersi e chi li applica non sarà chiamato a rendere conto.
Se la proposta di rivedere e snellire il sistema, non dovesse essere accettata, allora per rendere davvero valutabili questi criteri, chiediamo:
1. La definizione di criteri chiari e pubblici per valutare la rilevanza degli incarichi, la complessità degli obiettivi, la qualità e l’efficacia del lavoro – differenziati per tipologia di ruolo e contesto operativo – in modo che ogni dipendente possa sapere prima su quali basi sarà giudicato e verificare dopo la coerenza della valutazione ricevuta.
2. L’adozione di indicatori oggettivi di supporto, che affianchino le valutazioni soggettive dei Capi (es. metriche, evidenze documentabili, riferimenti comparabili), per rafforzare l’equità e ridurre l’arbitrarietà dei giudizi.
3. La tracciabilità delle motivazioni espresse, rendendo obbligatoria la verbalizzazione sintetica dei criteri effettivamente applicati, da integrare nei sistemi di feedback e nei fascicoli individuali, così da lasciare evidenza delle scelte compiute e delle loro ragioni.
4. L’introduzione di un contraddittorio strutturato per i casi di valutazione negativa, affinché il dipendente possa esporre il proprio punto di vista, richiedere chiarimenti e ottenere risposte formali, in un contesto garantito e non solo informale.
FABI-BI continuerà a chiedere che ogni criterio dichiarato diventi anche
leggibile, misurabile e controllabile.