La Delegazione aziendale ha presentato una prima bozza di progetto per ridisegnare un assetto normativo e professionale fermo agli anni Ottanta e che attende una soluzione da ormai trent’anni.
La proposta aziendale delinea due possibili assetti per la futura Area Operativa (leggi le slide).
La prima ipotesi prevede un segmento unico, con un modello semplificato articolato in un profilo generale e un profilo operaio.
La seconda ipotesi prevede invece due segmenti, mantenendo una distinzione tra “Operativi” e “Supervisori” e cercando una continuità con l’assetto attuale, ma con un passaggio al segmento apicale ancora da definire.
In questo quadro si pone anche il tema della carriera operaia. Per la FABI-BI è giusto includere le colleghe e i colleghi operai nella riforma, a condizione che la loro specificità professionale sia riconosciuta concretamente e non assorbita in modo indistinto dentro un contenitore generico.
Allo stesso tempo, la carriera operaia non può diventare l’unico canale di accesso dall’esterno per l’intera Area Operativa. Sarebbe una scelta riduttiva e non coerente con la varietà delle competenze oggi necessarie alla Banca.
Abbiamo inoltre chiarito che l’inclusione della carriera operaia non può diventare il modo per abbassare lo stipendio d’ingresso dell’Area Operativa. Non sarebbe accettabile che il nuovo punto di accesso diventasse quello dell’operaio di 3ª junior, oggi inferiore di circa 9.000 euro annui rispetto al Vice assistente, a fronte di qualifiche d’ingresso sostanzialmente comparabili.
Una riforma deve valorizzare l’Area, non trasformare l’unificazione dei percorsi in un arretramento economico mascherato.
In entrambi gli assetti ipotizzati verrebbero introdotti livelli stipendiali pensati per coprire l’intera vita lavorativa, in sostituzione degli attuali scatti periodici, pesanti e leggeri.
Su questo punto la nostra posizione è netta: non sarebbe accettabile riproporre, magari con un nome diverso, il vecchio schema dei livelli biennali già emerso nella precedente trattativa di riforma dell’Area Operativa e poi respinto.
I calcoli da noi svolti allora dimostravano che una progressione costruita come semplice somma degli attuali scatti non garantirebbe un reale miglioramento economico: in alcuni casi il vantaggio sarebbe minimo e molto tardivo, in altri casi il risultato sarebbe persino peggiorativo rispetto all’attuale sistema.
Se all’Area Operativa viene chiesta maggiore flessibilità, la riforma deve portare miglioramenti veri: più crescita economica, criteri trasparenti e percorsi professionali credibili. Non una diversa confezione degli stessi scatti.
2 risposte
Grazie Massimo, Monica e Giovanna, sono pienamente d’accordo. A presto.
Giuseppe
Grazie Giuseppe, del sostegno e della condivisione.