Applicando lo stesso criterio al progetto in corso sull’Area Operativa, oggi abbiamo cinque elementi già emersi: l’eliminazione di alcuni gradi della scala del profilo operaio, la conferma del livello “Operaio di 3ª junior” — nato per esigenze specifiche dello Stabilimento Banconote — come livello generale di primo ingresso, l’eliminazione totale dei gradi del profilo amministrativo, salvi i due segmenti già esistenti di fatto, l’intenzione di agganciare almeno una parte della progressione economica a criteri di merito non ancora definiti con chiarezza, al posto degli automatismi di grado e degli scatti automatici e un possibile arretramento di mansioni e responsabilità nel segmento Supervisori, descritto attorno all’affiancamento delle risorse più junior.
Da questi cinque elementi nasce un ragionevole dubbio, non una certezza: che la riforma metta meno risorse economiche complessive, o che le agganci a criteri discrezionali e poco trasparenti, riducendo nel frattempo anche il riconoscimento formale delle responsabilità. Non abbiamo ancora i numeri per dimostrarlo. Ma abbiamo elementi sufficienti per sospettarlo, e per chiederlo con chiarezza prima che la struttura venga definita.
Se questo dubbio fosse confermato, il progetto assomiglierebbe più a una riforma Fornero — che riequilibra i costi a favore del bilancio — piuttosto che a una riforma pensata per migliorare le prospettive di carriera e le condizioni economiche di chi la subisce.
C’è poi un secondo elemento da tenere a mente. Non conosciamo la cifra esatta investita nella riforma dell’Area Manageriale del 2016, ma che si sia trattato di risorse economiche significative è abbastanza evidente.
Proprio per questo, sarebbe ragionevole aspettarsi un impegno economico almeno equivalente per l’Area Operativa — non un risparmio. Non per “recuperare” una spesa passata: semplicemente perché, se si è scelto di investire molto su un’area, la coerenza vorrebbe un investimento comparabile sull’altra, almeno per non lasciare che la forbice retributiva tra i primi e gli ultimi gradi della scala professionale continui ad allargarsi. Il segnale che si vorrebbe evitare è uno solo: che i risparmi si concentrino proprio nell’area già meno retribuita, mentre altrove le risorse più importanti sono già state messe a disposizione.
Per saperlo con certezza servono i numeri: quanto è costata la riforma dell’Area Manageriale, quanto si prevede di investire in quella dell’Area Operativa, e come si distribuiscono le risorse tra le diverse aree e i diversi gradi. Sono dati che ci auguriamo la Banca vorrà condividere.