Livelli e probabilità 2026: il risultato è già nelle regole

Al primo anno ottiene il livello il 41,2% dei Direttori, contro il 16,8% dei Consiglieri e il 14,8% degli Esperti. Il divario deriva anzitutto da meccanismi di attribuzione differenti. All’interno degli spazi lasciati alla valutazione, il merito continua invece a essere poco conoscibile e difficilmente verificabile.

Oggetto:

Livelli e probabilità

Data di riferimento:

28 Luglio 2026

Episodio:

2

Notizia:

Link alla notizia

Premessa

Lo scorso anno avevamo analizzato i passaggi di livello chiedendoci quanto i risultati dipendessero dal merito e quanto dal segmento professionale già posseduto.

Le statistiche del 2026 permettono di aggiornare quell’analisi. Il quadro generale rimane stabile: circa quattro Direttori su dieci ricevono il livello al primo anno, mentre per Esperti e Consiglieri la proporzione scende a poco più di una persona su sei.

Il funzionamento complessivo dei segmenti e dei livelli è già descritto nella nostra guida all’Area Manageriale e Alte Professionalità.

Regole diverse, risultati diversi

Nel 2026 i risultati al primo anno sono stati:

Segmento Regola o budget disponibile nel 2026 Passaggi effettivi al 1° anno
Direttori almeno 60% della compagine complessiva 41,2%
Consiglieri budget del 30,8% della platea al 1° anno 16,8%
Esperti budget del 26,5% della platea al 1° anno 14,8%

Un Direttore ha quindi una probabilità circa due volte e mezzo superiore a un Consigliere e quasi tre volte superiore a un Esperto di ricevere subito il livello. Questa forte differenza non dimostra che i Direttori siano quasi tre volte più “meritevoli”, ma riflette prima di tutto regole di distribuzione diverse.

La distanza è rimasta sostanzialmente invariata nelle ultime tre sessioni.

Perché questa differenza?

Il 41,2% dei Direttori che ottengono il livello al primo anno non dimostra che quattro persone su dieci abbiano espresso prestazioni eccezionali, mentre tra Esperti e Consiglieri l’eccellenza si fermerebbe intorno al 15%.

La distribuzione delle prestazioni individuali non cambia improvvisamente forma quando si sale di segmento: sarebbe difficile sostenere che tra i Direttori le performance eccezionali siano stabilmente quasi tre volte più frequenti rispetto agli altri gruppi. La spiegazione principale è contenuta nelle regole.

Per i Direttori la regola prevede l’attribuzione del livello ad almeno il 60% della compagine complessiva, senza distinguere tra primo e secondo anno di permanenza.

Quindi ogni 100 Direttori, almeno 60 devono ricevere il livello. Nel 2026 circa 36 erano al secondo o terzo anno: anche promuovendoli tutti, serviva far passare almeno altri 24 dei 64 al primo anno, cioè quasi il 38%. Il dato effettivo, 41,2%, si colloca poco sopra questa soglia già prevedibile.

Per Consiglieri ed Esperti il meccanismo segue un’altra logica. Il budget del primo anno è fissato rispettivamente al 30% e al 25%, rappresenta un limite massimo e può essere utilizzato solo in parte. I posti residui vengono trasferiti al secondo anno. Nel 2026 il tasso effettivo si è fermato al 16,8% per i Consiglieri e al 14,8% per gli Esperti.

Il 41,2% dei Direttori e il 14-17% di Esperti e Consiglieri non misurano la diversa qualità delle prestazioni: riflettono anzitutto meccanismi di attribuzione differenti.

Percentuali di livello al primo anno per Direttori, Consiglieri ed Esperti negli anni 2021-2026

Per rendere il confronto più significativo, abbiamo esteso la serie storica fino al 2021. Il risultato è chiaro: tra il 2021 e il 2026 i Direttori restano stabilmente attorno al 40-42% di passaggi al primo anno, mentre Esperti e Consiglieri si collocano su valori molto più bassi. Il divario non è quindi occasionale: è una caratteristica strutturale del sistema.

Le discriminazioni che i dati continuano a segnalare

Lo scorso anno avevamo dedicato un approfondimento alle discriminazioni visibili e invisibili: provenienza interna, sede di lavoro, genere, mobilità e condizioni personali possono associarsi a percorsi professionali molto diversi, senza che il sistema consenta sempre di comprenderne le ragioni.

Le statistiche del 2026 ripropongono due segnali particolarmente rilevanti.

Esperti interni ed esterni

Tra gli Esperti continua a emergere una differenza legata alla provenienza.

Nel 2026 ha ottenuto il livello al primo anno il 16% delle persone di provenienza esterna, contro il 10,3% di quelle di provenienza interna. Il divario era già presente nel 2024 ed è diventato molto più ampio nelle ultime due sessioni.

Anno Provenienza esterna Provenienza interna
2024 15,2% 13,3%
2025 14,9% 7,3%
2026 16,0% 10,3%

Le statistiche pubblicate non consentono di confrontare le due platee a parità di età, anzianità nel segmento, incarichi e attività svolte. Non permettono quindi di individuare con certezza la causa della differenza.

Resta però un dato evidente: per tre sessioni consecutive, le persone provenienti dall’Area Operativa hanno avuto minori probabilità di accedere al passaggio rapido. Il divario è stato particolarmente marcato nel 2025 e rimane significativo nel 2026.

I nuovi dati confermano quindi la necessità di capire se il percorso precedente continui a pesare anche dopo l’ingresso nell’Area Manageriale e attraverso quali meccanismi.

Filiali e rinvii al terzo anno

Al primo anno Esperti e Consiglieri della Rete territoriale registrano risultati sostanzialmente allineati, o leggermente superiori, a quelli dell’Amministrazione centrale.

La differenza emerge nella fase successiva, quando si decide chi dovrà aspettare il terzo anno.

Percentuale di passaggi di livello al terzo anno nel 2026 per Amministrazione centrale e Rete territoriale

Nelle Filiali il rinvio al terzo anno è quasi quattro volte più frequente tra gli Esperti e oltre tre volte tra i Consiglieri.

La sproporzione emerge anche guardando alla distribuzione complessiva perché le Filiali comprendono il 17,7% degli Esperti al secondo anno, ma concentrano il 45,5% dei rinvii. Tra i Consiglieri rappresentano il 23,3% della platea e raccolgono il 47,4% delle persone costrette ad aspettare il terzo anno.

Quasi metà dei rinvii riguarda quindi personale della Rete territoriale.

Il livello viene poi normalmente attribuito al terzo anno, ma restano i due anni di ritardo rispetto a chi lo ha ricevuto subito, con conseguenze sulla retribuzione e sui tempi delle progressioni successive.

I dati non individuano automaticamente le cause. Rendono però necessario spiegare perché la provenienza interna continui ad associarsi a minori probabilità di avanzamento rapido e perché una quota così sproporzionata dei rinvii si concentri nelle Filiali.

Il merito resta impossibile da verificare

Abbiamo già analizzato in Livelli e avanzamenti: un’opacità che si moltiplica i fattori formalmente considerati: raggiungimento e complessità degli obiettivi, competenze dimostrate negli incarichi, contributo alla Struttura e feedback ricevuti.

Quegli elementi continuano a non essere accompagnati da pesi conosciuti, indicatori condivisi, soglie osservabili o strumenti che consentano di comprendere la comparazione tra persone diverse. Le statistiche permettono di vedere gli esiti, ma non mostrano quali prestazioni concrete abbiano determinato la scelta.

Sappiamo che il segmento incide sulla larghezza della corsia veloce. Sappiamo che gli Esperti interni vi accedono meno frequentemente e che quasi metà dei rinvii al terzo anno si concentra nelle Filiali. Continuiamo invece a non sapere quanto abbiano contato gli obiettivi, gli incarichi, i feedback e gli altri elementi professionali nei singoli risultati.

I dati non consentono di concludere che ogni decisione sia sbagliata. Mostrano però che una parte rilevante delle differenze è prodotta direttamente dalle regole e dai budget; la parte affidata alla valutazione resta scarsamente verificabile.

Il segmento determina quante persone possono entrare nella corsia veloce. La valutazione decide quali.

Del primo meccanismo conosciamo ormai con precisione gli effetti; del secondo continuiamo a vedere troppo poco.

Può interessarti anche...

Due proposte di riforma a confronto e le regole di oggi

Prima di contare segmenti, livelli e scatti conviene chiedersi che cosa sia una carriera. Il sistema attuale una strada la disegna, dal Vice assistente al Coadiutore e oltre. La riforma cancella quei passaggi e li sostituisce con due segmenti e una successione di aumenti biennali. Da qui leggiamo voce per voce la proposta del 2026 e l’ultima versione di quella del 2024, quella del 18 dicembre, tenendo sempre come terzo termine di paragone le regole in vigore adesso.

continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questa informazione

Partecipa alla discussione: