Sede negoziale

La Controriforma dell’Area Operativa

Ci stanno chiedendo di discutere una riforma senza conoscere ancora alcune delle informazioni più importanti: stipendi, progressioni economiche, criteri del merito, prospettive di carriera e tutele transitorie.

Dopo quattro incontri, queste informazioni non sono ancora scritte da nessuna parte, le criticità segnalate nei precedenti incontri continuano a ripresentarsi e molte delle proposte di miglioramento sono state invece del tutto ignorate.

Ecco perché oggi ci sentiamo in diritto di usare la parola CONTRORIFORMA.

Oggetto:

Riforma dell’Area Operativa

Ultimo incontro:

25 Giugno 2026

N° incontri

4

Note

Stessa proposta, nessun ascolto delle proposte sindacali, ancora priva di dati economici

Discussione:

A che punto siamo?

La riforma dell’Area Operativa non parte da zero. Una precedente trattativa, avviata il 18 giugno 2024, si è chiusa il 18 dicembre 2024 senza accordo, dopo sei incontri.

Il confronto è stato riaperto nel 2026:

primo incontro il 30 marzo;

secondo incontro il 4 maggio. Anche quest’ultimo è stato ancora molto interlocutorio: non c’è una proposta compiuta né un testo negoziale definito;

terzo incontro il 12 giugno, ancora nessun dato a supporto;

quarto incontro il 25 giugno ancora nessun dato a supporto e molti rischi da presidiare.

Il 4° incontro: la CONTRORIFORMA

Il nuovo incontro avrebbe dovuto segnare un cambio di passo. Dopo mesi di confronto ci aspettavamo finalmente numeri, proposte e garanzie. Invece è arrivata la richiesta di condividere un impianto ancora privo dei suoi contenuti essenziali.

Mancano gli importi degli scatti, le simulazioni economiche, i criteri del merito, le regole per le progressioni e le tutele per i Coadiutori. Restano invece tutti i dubbi: dal rischio di demansionamento alla sovrapposizione delle mansioni, fino a percorsi di carriera ancora incerti.

La Banca ha manifestato alcune aperture verbali. Ma una trattativa non si costruisce sulle intenzioni: servono testi, numeri e impegni verificabili.

Una riforma deve migliorare le prospettive professionali ed economiche del personale. Se cambia solo i nomi delle figure professionali, rinvia le risposte concrete e lascia irrisolti i problemi più importanti, non è una riforma: è una controriforma.

Per questo non siamo disponibili a esprimere alcun assenso di principio su un progetto che oggi è ancora un contenitore vuoto. Prima vengono i contenuti, poi i giudizi.

Se ai prossimi incontri continueranno a mancare numeri, garanzie e proposte verificabili, non esisteranno le condizioni per proseguire una trattativa che rischia di trasformarsi in un esercizio di forma, anziché in un vero negoziato.

Trasparenza sui fatti: le proposte FABI-BI e la posizione dell'Amministrazione

Sin dall’apertura del tavolo negoziale per il rinnovo dell’Area Operativa, la FABI-BI si è attivata presentando numerose proposte concrete. Di seguito riportiamo una tabella che, punto per punto, indica quali sono le nostre proposte e quale sia l’orientamento della Delegazione aziendale.

Proposte FABI-BI

Accolta, Non accolta, In discussione

Posizione Amministrazione

Richiesta di un impegno economico complessivo per l’Area Operativa che sia almeno comparabile a quello stanziato nel 2016 per l’Area Manageriale. Trasparenza immediata sui costi e sugli investimenti previsti. A tal fine abbiamo fatto una semplice domanda: quanto investirà l’Amministrazione per la riforma dell’Area Operativa?  In discussione La Delegazione aziendale non ha ancora fornito i dati economici né le cifre reali stanziate per il progetto. Senza questi numeri non è possibile capire se la riforma rappresenti un reale investimento o un piano di risparmio.

Istituzione dell’Area Unica (Superamento della separazione rigida tra le Aree) in due fasi:

  1. Passaggio volontario e senza selezione dei Coadiutori a Expert (mantenendo il grado di Coadiutore ad esaurimento per chi non aderisce al transito).

  2. Integrazione della nuova Area Operativa alla base dell’Area Manageriale per creare un’unica area professionale , cogliendo l’occasione per correggerne le storiche criticità. 
Non accolta L’ipotesi è stata accantonata dall’Amministrazione.

Mantenimento delle due Aree: Area Operativa e Area Manageriale. L’Area operativa rimane divisa in due segmenti come già previsto dal Regolamento del Personale attualmente in essere (II Parte – art. 2). L’Amministrazione esclude anche qualsiasi reinquadramento automatico o di massa dei Coadiutori.

 

Introduzione di scivoli pensionistici incentivati / strumenti di accompagnamento all’uscita per i lavoratori più anziani Non accolta La richiesta è completamente assente dalle slide e dalla documentazione ufficiale dell’Amministrazione, che non ha fornito aperture in merito. La Delegazione ha parlato di “… un accompagnamento negli anni che separano dalla cessazione del lavoro in banca. Insomma, un accompagnamento che sia in qualche modo qualificato anche sotto il profilo di una maggiore soddisfazione di tipo economico …”
Transito volontario dei Coadiutori al profilo Expert tramite percorso formativo/mentoring di 3/6 mesi per superare l’opposizione della Delegazione aziendale al passaggio automatico In discussione L’Amministrazione si è dichiarata disponibile a confrontarsi su modalità di percorsi formativi con verifica finale, tutti da definire.
Fissazione di una percentuale minima (quota riservata) di posti per i concorsi interni rispetto agli accessi dall’esterno o alla base promovibile In discussione Non abbiamo ricevuto risposta formale nelle slide o nelle pagine intranet, ma l’Amministrazione durante gli incontri ha manifestato l’intenzione di negoziare i numeri e la quantità di posti disponibili nei successivi passaggi della trattativa.
Abolizione del concorso interno per il passaggio dal segmento Operativi a quello di Supervisori. Appare del tutto irragionevole mantenere una selezione concorsuale nell’Area Operativa per un passaggio che comporta un mero adeguamento economico (visto il nuovo mansionario proposto). Al contrario, nell’Area Manageriale – dove le responsabilità apicali sono ben superiori – è possibile sviluppare un’intera carriera senza dover mai affrontare un concorso. Non accolta L’Amministrazione ha respinto la proposta e, in aggiunta, ha ipotizzato l’accesso al concorso solo dopo ben 15 anni di permanenza nell’Area. Si tratterebbe di un netto peggioramento rispetto alle regole attuali, che prevedono requisiti d’anzianità inferiori (da 11 a 13 anni per i Vice Assistenti e appena 5 anni per gli Assistenti).
Definizione di criteri per il merito che siano trasparenti, pubblici, misurabili e non discrezionali In discussione L’Amministrazione a parole concorda sulla necessità di inserire la componente del merito, ma ha ammesso che la formulazione è volutamente vaga poiché non esiste ancora una soluzione pronta, lasciando la casella aperta al riempimento di contenuti nel confronto.
Inclusione degli operai nella riforma a tutela della loro specificità, con un cospicuo aumento dello stipendio del livello di Operaio 3ª junior (attualmente inferiore di ca. 9.000€ rispetto al Vice assistente e all’Operaio di 3ª) e legato agli elementi economici dell’intera riforma. In discussione Per quanto riguarda lo stipendio, le slide confermano l’assunzione al grado di 3ª junior, ma l’Amministrazione ha preso in considerazione l’obiezione sindacale dichiarandosi aperta a cercare un equilibrio retributivo coerente con l’ampliamento delle mansioni della categoria, ma non ha ancora fornito gli elementi di natura economica dell’intera riforma.
Ampliamento delle mansioni esclusivamente alla componente del contante per i soli Operai di 3ª ed eliminazione di qualsiasi sovrapposizione (overlapping) delle mansioni tra operai e attuali vice assistenti. In discussione Per quanto riguarda le mansioni l’Amministrazione ha espresso la volontà di evitare overlapping, ma non ha dichiarato come.
Importo a forfait per l’eventuale attuazione della riforma, che non potrà corrispondere ad un solo scatto pesante attuale.

Superamento degli attuali scatti pesanti (AIG) e scatti leggeri (AIS) con l’introduzione di “livelli stipendiali” annuali che tengano conto oltre che dell’attuale AIG, anche, del tempo passato dalla riforma del 2016, dell’eliminazione dei passaggi di grado, elemento che attualmente definisce totalmente la progressione economica, e dell’allungamento della vita lavorativa

In discussione L’Amministrazione ha accennato alla volontà di eliminare lo scatto leggero (AIS) per creare dei livelli che siano formati da uno scatto pesante biennale non ancora definito.

Introduzione di una parte variabile legata al merito (vedi sopra). Tutti gli importi non sono stati ancora forniti.

Conclusioni

Il sindacato non ha alcun pregiudizio ideologico nei confronti del cambiamento, ma una cosa deve essere chiara: la FABI-BI non firmerà alcuna controriforma che si traduca in un arretramento mascherato o in un peggioramento delle tutele e dei livelli retributivi delle lavoratrici e dei lavoratori.

I colleghi dell’Area Operativa attendono un nuovo assetto professionale da ormai trent’anni. Questa attesa non può essere liquidata con una semplice operazione di “maquillage” normativo o con la richiesta di firmare una cambiale in bianco. L’Amministrazione deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte organizzative traducendole in impegni formali: pretendiamo risposte scritte, garanzie per tutte le colleghe e i colleghi dell’Area – compresi i futuri neoassunti – e tutele per il personale prossimo alla pensione.

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Due proposte di riforma a confronto e le regole di oggi

Prima di contare segmenti, livelli e scatti conviene chiedersi che cosa sia una carriera. Il sistema attuale una strada la disegna, dal Vice assistente al Coadiutore e oltre. La riforma cancella quei passaggi e li sostituisce con due segmenti e una successione di aumenti biennali. Da qui leggiamo voce per voce la proposta del 2026 e l’ultima versione di quella del 2024, quella del 18 dicembre, tenendo sempre come terzo termine di paragone le regole in vigore adesso.

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