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Polizza sanitaria: la Banca presenta una nuova proposta, ma gli aumenti restano pesanti

La Banca ha corretto la proposta del 31 luglio: franchigie più basse, tetti massimi dove mancavano.

Ma il confronto che conta è con le condizioni di oggi, e lì gli aumenti restano pesanti, soprattutto sulle prestazioni in rete e sui ricoveri.

Restano inoltre da fornire i dati che permetterebbero di capire perché siano proprio queste le misure necessarie. Senza, possiamo discutere qualche cifra, ma non il modello che le ha generate.

Oggetto:

Polizza sanitaria

Ultimo incontro:

11 Settembre 2026

N° incontri

2

Note

Presentati alcuni correttivi alla prima proposta

Discussione:

A che punto siamo?

Premessa

La Banca ha corretto la proposta del 31 luglio, riducendo alcune franchigie, alcuni minimi e alcuni massimi di scoperto.

Il confronto corretto, però, non è soltanto tra la proposta del 31 luglio e quella di oggi.

È soprattutto tra le condizioni attuali e quelle che avremmo dal 2027.

Ed è qui che gli aumenti restano molto significativi.

Il nostro giudizio

La nuova proposta rappresenta un passo avanti rispetto a quella del 31 luglio, ma non è ancora sufficiente.

Il parametro non può essere soltanto quanto siano stati ridotti gli aumenti inizialmente prospettati.

Bisogna guardare anche a quanta tutela si perderebbe rispetto alle condizioni attuali.

FABI-BI è consapevole che la gara parte da una situazione difficile e che l’andamento tecnico della polizza richiede interventi. La Banca stessa ha chiarito che il problema principale è evitare il rischio di una nuova gara senza offerte. Ma ha anche precisato un punto importante: le soluzioni sono state elaborate con la consulenza del broker, ma le scelte restano della Banca.

Per questo riteniamo necessario continuare a lavorare su un adeguato impegno economico della Banca, massimali e coperture, franchigie e scoperti, composizione della platea assicurata e qualità del confronto sui dati e sulle scelte future.

Abbiamo raccolto queste richieste in una lettera organica alla Banca, nella quale proponiamo modifiche sia alle condizioni della prossima copertura sia al metodo con cui dovrà essere monitorata e costruita quella successiva.

Leggi qui la lettera completa con le richieste FABI-BI.

E sui tempi è bene ricordare un fatto. FABI-BI aveva chiesto di aprire il confronto con largo anticipo:

L’attuale ristrettezza dei tempi, quindi, non dipende da una indisponibilità del sindacato al confronto e non può diventare la ragione per ridurre il negoziato alla sola correzione di importi già definiti.

Per questo continuiamo a chiedere dati più completi, non soltanto per capire quanto costa riequilibrare la polizza, ma soprattutto dove nasce realmente lo squilibrio, quali alternative siano state valutate e quale sia il modo più efficace per correggerlo.

Nel seguito entriamo nel merito della nuova proposta, confrontandola sia con quella del 31 luglio sia, soprattutto, con le condizioni oggi in vigore.

È questo il confronto che consente di capire con chiarezza dove la Banca abbia migliorato la proposta iniziale e dove, invece, restino ancora aumenti significativi di franchigie, scoperti e altri oneri a carico di dipendenti e pensionati.

Dipendenti

L’amministrazione riduce gli aumenti proposti a luglio

Sulle prestazioni utilizzate più frequentemente il miglioramento rispetto al 31 luglio è evidente.

Prestazione Oggi 31 luglio Nuova proposta
Visita specialistica in rete €5 €40 €30
Alta diagnostica in rete €15 €55 €40
Alta diagnostica fuori rete €75 €75 €75
Visita specialistica fuori rete €75 €80 €80

La nuova proposta riduce quindi la franchigia della visita in rete da 40 a 30 euro e quella dell’alta diagnostica da 55 a 40 euro rispetto al 31 luglio.

Ma il confronto decisivo resta quello con le condizioni attuali:

  • visita specialistica in rete: da 5 a 30 euro, +500%;
  • alta diagnostica in rete: da 15 a 40 euro, circa +167%.

La rete convenzionata continuerebbe a essere più conveniente del fuori rete, ma il vantaggio si ridurrebbe sensibilmente.

Ricoveri: miglioramenti, ma aumenta molto il rischio a carico della persona

È sui ricoveri che il cambiamento rispetto alla copertura attuale diventa più rilevante.

Ricovero dipendenti Oggi 31 luglio Nuova proposta
In rete nessuna compartecipazione 5%, min €600, max €5.000 5%, min €400, max €3.000
Fuori rete 5%, min €800, max €1.500 15%, min €800 15%, min €800, max €5.000

La Banca ha quindi corretto significativamente la proposta di luglio.

Sul ricovero in rete il minimo scende da 600 a 400 euro e il massimo da 5.000 a 3.000 euro. Fuori rete viene inoltre introdotto un massimo di 5.000 euro che nella proposta del 31 luglio non risultava indicato.

Sono miglioramenti importanti.

Ma rispetto a oggi resta un cambiamento molto forte: un ricovero in rete, che attualmente non comporta alcuna compartecipazione, potrebbe costare all’assistito fino a 3.000 euro.

Fuori rete lo scoperto passerebbe dal 5% al 15% e il massimo da 1.500 a 5.000 euro.

Anche il day hospital cambia sensibilmente

Per il day hospital dei dipendenti:

Day hospital Oggi 31 luglio Nuova proposta
In rete nessuna compartecipazione 5%, min €150, max €1.000 5%, min €150, max €600
Fuori rete 5%, min €800, max €1.500 15%, min €800 15%, min €400, max €2.000

Anche qui la nuova proposta è migliore di quella di luglio, soprattutto grazie alla riduzione dei massimi e dei minimi. Ma resta il passaggio da nessun costo in rete a uno scoperto del 5%.

Va segnalato però che fuori rete il minimo scende da 800 a 400 euro: per gli importi più contenuti la nuova proposta risulterebbe più favorevole delle condizioni attuali, fino a circa 5.300 euro di spesa.

Pensionati

L’intervento resta più pesante

Per i pensionati la correzione rispetto al 31 luglio c’è, ma gli incrementi rispetto alla situazione attuale rimangono molto consistenti.

Prestazione Oggi 31 luglio Nuova proposta
Alta diagnostica in rete €25 €75 €65
Alta diagnostica fuori rete €85 €110 €90
Visita specialistica in rete €25 €55 €50
Visita specialistica fuori rete €85 €85 €85

Quindi:

  • alta diagnostica in rete: da €25 a €65, +160%;
  • visita specialistica in rete: da €25 a €50, +100%.

Il miglioramento rispetto alla proposta di luglio è evidente, ma il confronto con le condizioni attuali resta pesante.

Ricoveri dei pensionati: manca ancora un tetto massimo

La criticità maggiore riguarda ricoveri e day hospital.

Per il ricovero in rete si passerebbe dall’attuale franchigia di €750 a uno scoperto del 15%, con minimo €1.000.

Fuori rete si passerebbe dall’attuale 15%, minimo €1.500 al 20%, minimo €2.000.

Per il day hospital:

  • in rete: da €250 a 15%, minimo €300;
  • fuori rete: da 15%, minimo €1.500 a 20%, minimo €1.500.

Nella nuova proposta presentata nelle slide, per queste prestazioni del Piano pensionati non viene indicato alcun massimo di scoperto.

Uno scoperto senza massimo non è un dettaglio

Una percentuale di scoperto senza un limite massimo espone la persona a un costo che cresce insieme al costo dell’evento sanitario.

Nei ricoveri più complessi questo può tradursi in esborsi molto elevati proprio nel momento in cui la tutela dovrebbe essere maggiore. Ad esempio un ricovero in rete da 100.000 euro costerebbe oggi a un pensionato 750 euro. Con la nuova proposta ne costerebbe 15.000, perché il 15% si applica senza alcun limite superiore.

Per questo chiediamo che ogni scoperto, anche sul day hospital, sia accompagnato da un tetto massimo chiaro e sostenibile.

I dati sull’andamento tecnico

La Banca ha anche fornito alcuni dati aggiornati sul rapporto tra sinistri e contributi.

Per i soli Piani sanitari:

Piano 2022/23 2023/24 2024/25
Dipendenti 74,0% 84,4% 89,9%
Pensionati 101,9% 104,1% 118,1%
Totale Piani sanitari 87,4% 93,9% 103,4%
Medicina preventiva 108,7% 124,7% 132,0%
Totale generale 89,3% 96,6% 105,9%

Questi dati mostrano chiaramente che il problema di equilibrio esiste e che è molto diverso tra le diverse componenti della copertura.

Il Piano pensionati presenta una rischiosità sensibilmente più elevata rispetto a quello dei dipendenti.

La medicina preventiva registra un rapporto sinistri/contributi più alto, ma va tenuta distinta perché risponde a una finalità diversa e non è corretto valutarla con gli stessi criteri della polizza sanitaria ordinaria.

I dati forniti sono utili, ma non bastano

I rapporti aggregati tra sinistri e contributi mostrano che uno squilibrio esiste. Non permettono però di verificare perché proprio queste misure siano considerate necessarie, né quale effetto produrrebbero soluzioni alternative: per questo servirebbero la composizione delle platee, le adesioni, le frequenze di utilizzo e gli scenari elaborati dal broker.

Ne abbiamo scritto in dettaglio in Senza dati non c’è vera contrattazione.

Quali leve ha scelto la Banca

Nelle slide la Banca individua tre possibili leve di riequilibrio:

  • aumento dei contributi, in larga parte a carico della Banca;
  • riduzione delle prestazioni;
  • introduzione di franchigie e scoperti calibrati sulla diversa rischiosità dei Piani.

La riduzione delle prestazioni viene espressamente esclusa.

La scelta è quindi quella di agire con più risorse e con una maggiore compartecipazione alla spesa.

È importante riconoscerlo: la Banca non sta semplicemente riducendo il proprio impegno. Al contrario, aumenta significativamente il finanziamento.

Grandi interventi e cure oncologiche restano esclusi dai correttivi

Nell’incontro l’Amministrazione ha chiarito che i nuovi correttivi non dovrebbero riguardare i grandi interventi chirurgici, i ricoveri in terapia intensiva e sub-intensiva, la dialisi e le cure oncologiche.

È il chiarimento più importante dell’intero incontro, e va detto perché.

Il capitolato vigente esclude qualsiasi scoperto e qualsiasi limite di retta per queste prestazioni. Ma quella previsione è contenuta proprio nell’articolo sugli scoperti, cioè nella norma che i correttivi riscrivono, e nelle slide del 31 luglio e dell’11 settembre non compare.

Senza quel chiarimento, un pensionato sottoposto a un grande intervento da 100.000 euro in rete sarebbe passato da 750 a 15.000 euro di spesa a proprio carico.

Chiediamo quindi che l’esclusione sia confermata per iscritto e riportata testualmente nel nuovo capitolato di gara, con l’indicazione esplicita delle prestazioni interessate: grandi interventi chirurgici da elenco, ricoveri in terapia intensiva e sub-intensiva, dialisi e cure oncologiche.

Non è una richiesta negoziale. È la richiesta che una garanzia già oggi prevista resti scritta dove produce effetti, cioè nel contratto e non nel verbale di un incontro.

Quanto mette la Banca

Il riequilibrio non viene finanziato soltanto attraverso le compartecipazioni degli assistiti.

La Banca prevede infatti un aumento consistente delle proprie risorse.

Per i soli Piani sanitari, l’onere annuo a carico della Banca passerebbe da 28,2 milioni nel periodo 2022-2025 a 44 milioni nella nuova proposta, con un incremento di 15,8 milioni, pari al 56%.

Considerando anche la medicina preventiva, il totale salirebbe da 31,6 a 50,7 milioni, pari a +60,4%.

È un incremento significativo, ma non elimina la questione centrale: quanto del riequilibrio debba essere sostenuto dalla Banca e quanto debba essere trasferito sulle persone nel momento in cui hanno bisogno delle cure.

Aumentano anche i contributi individuali

La nuova proposta mantiene la ripartizione 94% Banca – 6% assistito.

Quota a carico dell’assistito Oggi 31 luglio Nuova proposta
Dipendente € 150,00 € 192,79 € 197,73
Pensionato € 183,00 € 266,31 € 281,81

Il contributo complessivo per il nucleo del dipendente passerebbe da 3.128,40 a 3.295,48 euro; quello del pensionato e nucleo a carico da 4.171,19 a 4.696,79 euro.

Rispetto al 31 luglio i contributi individuali aumentano: il miglioramento sulle franchigie è stato in parte finanziato per questa via.

Partecipa ai webinar FABI-BI sulla polizza sanitaria

Nei webinar FABI-BI approfondiremo la nuova proposta e le possibili alternative.

Partecipa e porta le tue domande.

Webinar dipendenti

Lunedì 14 settembre 2026 – dalle 12:45 alle 13:45

Webinar personale in pensione

Martedì 15 settembre 2026 – dalle 12:45 alle 13:45

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