Sede negoziale

Area operativa: carriera neanche a parlarne, risorse poche o nulle

La Banca ha messo sul tavolo alcune cifre. Ha lasciato in bianco quasi tutto ciò che serve per stabilire quanto valgano davvero.

Prima di analizzare quello che c’è, occorre quindi partire da quello che manca. Perché una riforma delle carriere non può essere valutata un pezzo alla volta, senza sapere dove ciascun pezzo andrà a collocarsi e che cosa sostituirà.

Oggetto:

Riforma dell’Area Operativa

Ultimo incontro:

30 Luglio 2026

N° incontri

5

Note

Primi dati sugli aumenti stipendiali

Discussione:

A che punto siamo?

La riforma dell’Area Operativa non parte da zero. Una precedente trattativa, avviata il 18 giugno 2024, si è chiusa il 18 dicembre 2024 senza accordo, dopo sei incontri.

Il confronto è stato riaperto nel 2026:

primo incontro il 30 marzo;

secondo incontro il 4 maggio. Anche quest’ultimo è stato ancora molto interlocutorio: non c’è una proposta compiuta né un testo negoziale definito;

terzo incontro il 12 giugno, ancora nessun dato a supporto;

quarto incontro 25 giugno, ancora nessun dato a supporto della controriforma.

Quello che nella proposta non c’è

Prima dei numeri viene una mancanza ancora più grave: il riconoscimento della dignità e della professionalità delle persone. La proposta tratta esperienze, responsabilità, selezioni già superate e aspettative costruite negli anni come elementi sostanzialmente intercambiabili. In particolare, agli attuali Coadiutori si chiede di affrontare nuove prove per ottenere il riconoscimento di competenze che esercitano da tempo. A chi resterà nell’Area Operativa si offre soprattutto una progressione economica – ancora da dimostrare che sia migliore dell’attuale – senza una vera prospettiva professionale. Le persone non possono diventare una variabile da sistemare dentro il nuovo organigramma.

Mancano gli stipendi di base. Non sappiamo quanto guadagneranno Operativi, Supervisori e nuovi gradi operai. La Banca indica il valore di alcuni scatti, ma tace la cifra dalla quale partiranno e gli aumenti di grado che verranno cancellati. Senza questi dati, il valore economico della riforma resta indeterminato.

Mancano il dettaglio dei livelli degli operai. Sono riportati solo quelli degli specializzati e qualificati, ma non sappiamo quali saranno quelli dei Capi reparto e Capi officina né quelli degli operai di terza junior.

Manca una tutela per chi è nella parte finale della carriera. Come richiesto in più occasioni dalla FABI-BI, al momento, non è previsto nessuno scivolo; non è prevista nessuna misura transitoria, né alcuna garanzia per chi rischia di perdere l’attuale percorso senza avere il tempo di beneficiare del nuovo.

Manca la definizione del merito. Non ci sono criteri, indicatori, percentuali minime, budget garantiti o strumenti di contestazione. La Banca ha ipotizzato una valutazione affidata al superiore diretto: molta discrezionalità, nessuna regola scritta.

Manca la disciplina del demerito. Non sappiamo chi lo accerterà, quali effetti produrrà, quanto durerà la penalizzazione e se il livello perduto potrà essere recuperato. La rassicurazione che si tratterebbe di una semplice “clausola di stile” non offre alcuna tutela.

Mancano le regole delle selezioni e i numeri degli avanzamenti. Non conosciamo programmi, prove, criteri comparativi, percentuali minime e posti garantiti per il passaggio a Supervisore. Un requisito di dieci o vent’anni, senza un numero adeguato di posti, rimane una possibilità teorica.

Mancano la definizione dei mansionari. Non si conoscono i limiti delle mansioni e il loro sviluppo per entrambi i segmenti. La loro definizione non è solo forma, ma sostanza e tutela.

Questi elementi non sono dettagli da definire alla fine. Determinano quanto si guadagnerà, chi potrà avanzare e quale valore conserveranno l’esperienza e il percorso già svolto.

La Banca chiede di discutere la nuova scala mostrando un solo gradino e lasciando coperti tutti gli altri.

Questi vuoti coincidono con il cuore della riforma. La Banca chiede di valutare la struttura senza comunicare stipendi, carriere, regole e garanzie. Significa chiedere un assenso prima di presentare il conto. Solo dopo aver messo in chiaro ciò che manca si può esaminare il poco che è stato quantificato. E anche quel poco presenta problemi molto seri.

Il numero in vetrina: 2.912 euro

Vale la pena fermarsi un momento sulla cifra. La Banca non ha arrotondato per eccesso a 3.000 euro (importo comunque insufficiente), che sarebbe stata la scelta ovvia di chi vuole dare un segnale. Ha scritto 2.912, che è 1.456 × 2, cioè lo scatto pesante di oggi – dei Coadiutori – preso due volte e nient’altro. L’arrotondamento a 3.000 sarebbe costato 44 euro l’anno a persona, in tutto 132 mila euro l’anno sull’intera Area Operativa. Non è stato fatto.

Quella cifra per Assistenti, Assistenti superiori e Primi assistenti supera l’attuale scatto di appena 29,89 euro lordi l’anno.

Applicando il confronto alla popolazione reale della sola area operativa per la quale abbiamo tutti gli elementi (vi ricordiamo che l’Amministrazione non ha fornito informazioni sui livelli dei Capi reparto, Capi officina e Operai di 3a junior):

Quanto vale davvero il nuovo scatto (2.721 persone del profilo amministrativo e tecnico)

Chi Persone Aumento annuo In pensione entro 5 anni
Coadiutori e Coadiutori principali che percepiscono lo scatto pesante 503 0,00 € 37
Assistenti, Primi assistenti e Assistenti superiori che percepiscono lo scatto pesante 1.357 29,89 € 127
Coadiutori e Coadiutori principali che percepiscono lo scatto leggero 135 443,62 € 47
Assistenti superiori che percepiscono lo scatto leggero 326 466,18 € 96
Assistenti oltre il 14° anno che percepiscono lo scatto leggero 5 704,96 € 1
Vice assistenti 395 704,96 € 3

Quello che in cambio sparisce

Passaggio di grado che oggi esiste Vale Chi ce l’ha davanti
Vice assistente → Assistente 3.596,41 € 395 Vice assistenti
Assistente → Coadiutore 11.995,65 € 420 Assistenti con i 6 anni
Coadiutore → Coadiutore principale 3.955,57 € 518 Coadiutori
Sostituiti da: concorso a Supervisore, 10 anni 2.912 € dichiarati posti non dichiarati

Il beneficio consistente sembra concentrarsi soprattutto sui Vice Assistenti e sul supporto amministrativo: complessivamente circa il 14-16% della compagine. Per Assistenti, Assistenti superiori, Primi assistenti, Coadiutori e Operai il guadagno è nullo, quasi simbolico oppure non dimostrabile, mentre scompaiono sicuramente i passaggi di grado dal valore economico molto superiore.

La cifra messa in evidenza nelle slide appare quindi molto più grande del suo valore effettivamente aggiuntivo. Per quasi due persone su tre, i 2.912 euro rappresentano denaro già riconosciuto oggi o un aumento sostanzialmente simbolico.

Anche chi sembra guadagnare potrebbe perdere molto di più

I Vice Assistenti

I Vice Assistenti sembrano i principali beneficiari della proposta: il nuovo livello aggiungerebbe circa 705 euro lordi l’anno rispetto all’attuale progressione. Ma oggi il passaggio ad Assistente, previsto dopo otto anni salvo insufficienza, aumenta stabilmente lo stipendio base di 3.596,41 euro l’anno. In base alle anzianità attuali, 158 Vice Assistenti raggiungerebbero quella soglia entro due anni e 246 entro quattro. Senza conoscere lo stipendio base del futuro segmento degli Operativi e le regole di reinquadramento, non è quindi possibile affermare che queste persone guadagneranno davvero: il piccolo vantaggio sullo scatto potrebbe essere più che assorbito dalla perdita del passaggio automatico di grado.

Abbiamo seguito per vent’anni due Vice Assistenti che partono insieme e superano entrambi una selezione. Nell’ipotesi più favorevole alla proposta, il divario accumulato supera comunque 118.000 euro.

Clicca sull’immagine per leggere la storia di Anna e Marco

Gli operai

Anche per gli Operai il beneficio è molto limitato. La proposta prevede per i futuri Operai qualificati e specializzati un livello fisso di 2.184 euro ogni due anni, pari a 1.092 euro l’anno. Per gli Operai di 1ª categoria e di 1ª super la differenza rispetto all’attuale progressione è di circa 24 euro l’anno; per i Capi reparto è di appena 2 euro; per i Capi officina il confronto è persino negativo. Un vantaggio più apprezzabile emerge per gli Operai di 2ª e di 3ª categoria, che la Banca ricomprende tra i futuri Operai qualificati.

L’incertezza riguarda invece gli Operai di 3ª categoria junior. La Banca non ha indicato quale sarà il loro stipendio base, quale miglioramento economico verrà riconosciuto e come saranno reinquadrati nel nuovo sistema. Questa omissione pesa particolarmente perché oggi il passaggio da Operaio di 3ª junior a Operaio di 3ª categoria comporta un aumento permanente dello stipendio base superiore a 9.100 euro l’anno.

La FABI-BI ha chiesto che lo stipendio di ingresso degli Operai venga portato almeno al livello dell’attuale Operaio di 3ª categoria, con conseguente aumento degli stipendi degli altri gradi superiori.

La Banca mette quindi in evidenza piccoli incrementi sugli scatti, ma non quantifica gli aumenti permanenti legati ai passaggi di grado che potrebbero scomparire. Per i Vice Assistenti il vantaggio è incerto; per la maggior parte degli Operai è nullo o trascurabile; per gli Operai di 3ª junior resta del tutto indefinito.

Lo scatto leggero riguarda il 16%, non tutta l’Area

La Banca presenta il superamento degli scatti leggeri come uno dei principali vantaggi strutturali della riforma. Oggi, però, lo scatto leggero riguarda 487 persone su 3.004, il 16,2% della compagine. Le altre 2.517 percepiscono già uno scatto pesante o un importo unico.

Quasi il 95% dei casi si concentra fra Assistenti superiori, Coadiutori e Coadiutori principali. Dove gli avanzamenti funzionano, lo scatto leggero rimane residuale: fra gli Assistenti riguarda appena cinque persone e fra i Primi assistenti nessuna.

Il problema nasce quindi soprattutto dalla riduzione dei posti e dalla permanenza eccessiva nello stesso grado. Lo scatto leggero è il sintomo; il blocco della carriera è la causa.

La proposta interviene sul sintomo e cancella il meccanismo che permetteva di superarlo. Un Assistente superiore fermo sullo scatto leggero riceverebbe circa 466 euro annui in più, ma oggi il passaggio a Coadiutore porta anche un aumento permanente dello stipendio base superiore a 4.000 euro.

La Banca restituisce la differenza tra scatto leggero e pesante, mentre scompare l’incremento più rilevante prodotto dalla promozione.

Una parte consistente delle persone oggi interessate è inoltre vicina all’uscita: circa tre quarti potrebbero lasciare la Banca entro dieci anni. La riforma partirebbe nel 2028, senza alcuna misura di accompagnamento per chi rischia di non beneficiarne.

Un bonus non sostituisce un aumento di stipendio - non è STRUTTURALE!

La componente annuale da 500 o 1.000 euro è stata definita dalla stessa Banca non strutturale. Potrebbe essere assegnata ogni anno, ma non entra stabilmente nello stipendio base.

Mancano inoltre:

  • un budget minimo garantito;
  • una percentuale vincolante di persone beneficiarie;
  • i criteri di attribuzione;
  • le garanzie contro la discrezionalità.

La Banca ha parlato di una distribuzione ampia, prospettando i 1.000 euro anche per metà della compagine. Nelle slide non assume però alcun impegno percentuale.

Il passaggio di grado, invece, aumenta permanentemente lo stipendio base e produce effetti anche sulla successiva evoluzione retributiva. Un bonus annuale da riassegnare ogni volta non può compensare la cancellazione di incrementi strutturali di migliaia di euro.

Più passaggi a supervisore, ma molto più poveri

La Banca promette che, tra il 2028 e il 2030, i passaggi a Supervisore saranno «più che doppi» rispetto alle attuali promozioni a Coadiutore. La formula mette insieme due elementi solo apparentemente favorevoli: più posti e almeno un livello stipendiale di aumento.

Il valore minimo scritto per il passaggio è però di appena 2.912 euro annui. Oggi il passaggio da Assistente a Coadiutore aumenta stabilmente lo stipendio base di quasi 12.000 euro; quello da Assistente superiore a Coadiutore vale oltre 4.000 euro. Anche nella carriera operaia esistono passaggi molto più consistenti: da Operaio di 3ª junior a Operaio di 3ª l’incremento supera i 9.100 euro.

Il nuovo ordinamento cancellerebbe tutte le tappe della carriera amministrativa e ne lascerebbe una sola: da Operativo a Supervisore, attraverso un concorso dopo dieci anni oppure uno scrutinio con prova dopo venti. Il minimo economico indicato per questo unico passaggio è quindi molto inferiore agli aumenti che oggi accompagnano diversi avanzamenti di grado.

La Banca potrebbe compensare la differenza attraverso lo stipendio base dei Supervisori. Ma proprio quel dato non è stato comunicato. Conosciamo ciò che scompare; del trattamento che dovrebbe sostituirlo conosciamo soltanto il valore minimo di un livello.

Anche il promesso aumento dei posti va ridimensionato. Il termine di confronto è una pianificazione che la stessa Banca ha progressivamente ristretto:

Grado di arrivo 2023 2024 2025 2026 Variazione
Coadiutore principale 8 7 6 4 −50%
Coadiutore 30 26 25 20 −33%
Primo assistente 38 30 18 10 −74%
Assistente superiore 29 26 24 28 −3%
Totale 105 89 73 62 −41%

In tre anni gli avanzamenti verso i gradi superiori sono scesi da 105 a 62. Promettere il raddoppio di uno solo di questi passaggi, partendo da numeri già ridotti ai minimi, non ricostruisce la carriera che viene cancellata.

La promessa aziendale va quindi letta per intero: più passaggi rispetto a una pianificazione impoverita, per il solo triennio 2028-2030, con un aumento minimo molto inferiore a quello di diversi passaggi oggi esistenti.

Senza conoscere lo stipendio base dei Supervisori, senza percentuali minime stabili di avanzamento e senza garanzie successive al 2030, la riforma rischia di sostituire una carriera composta da più tappe con un solo passaggio, economicamente più povero e interamente dipendente dalla futura pianificazione della Banca.

Raddoppiare temporaneamente un numero prima ridotto, e ridurre il valore delle promozioni, non significa rafforzare la carriera.

Tempi peggiori per chi entra, incerti per chi è già dentro

Anche i tempi di carriera peggiorano per una parte consistente del personale.

Oggi un Assistente può accedere al concorso per Coadiutore dopo sei anni nel grado; un Vice Assistente vi arriva generalmente dopo dodici-quattordici anni dall’ingresso. La proposta fissa per tutti la soglia di dieci anni per il passaggio a Supervisore e la presenta come una media tra i due percorsi.

Ma una media non produce gli stessi effetti su tutti. Tra gli ingressi più recenti ci sono 48 Assistenti in prova e 21 Vice Assistenti in prova: circa il 70% entra già come Assistente. Per la maggioranza, quindi, l’accesso al segmento superiore peggiora da sei a dieci anni. Il miglioramento riguarda la minoranza dei Vice Assistenti di soli due-quattro anni, dopo 30 anni di attesa.

Il problema è ancora più serio per chi è già in servizio. Oggi risultano potenzialmente scrutinabili per Coadiutore 1.214 persone: 420 Assistenti con almeno sei anni nel grado, 157 Primi assistenti e 637 Assistenti superiori. La proposta non indica quanti posti saranno effettivamente messi a disposizione per il passaggio a Supervisore e non chiarisce come verrà riconosciuta l’anzianità già maturata.

Gli Assistenti superiori mostrano bene il rischio: 368 hanno almeno dieci anni nel grado, 275 almeno quindici e 81 almeno venti. Senza un regime transitorio scritto, persone che attendono da anni potrebbero essere ricollocate nel nuovo segmento e sottoposte a nuove soglie e nuove prove.

Per chi entra come Assistente, la carriera rallenta. Per chi è già dentro, il tempo maturato rischia di perdere valore.

Un requisito di dieci o vent’anni, senza posti garantiti e senza il pieno riconoscimento dell’anzianità pregressa, resta soltanto una data sulla carta.

Il caso dei Coadiutori

Gli attuali Coadiutori e Coadiutori principali sono 638. Hanno già superato selezioni e assunto responsabilità specifiche.

La proposta riserva loro, per il solo triennio 2028-2030, 25 posti annui per Expert e 5 per Consigliere, senza alcuna esplicita indicazione di come verrebbe gestito il personale che è già risultato idoneo per il passaggio all’area manageriale. Tutti gli altri resterebbero nel segmento dei Supervisori.

Per 503 di loro la componente strutturale non produce neppure un euro aggiuntivo, perché percepiscono già lo scatto da 1.456 euro. Agli altri offre essenzialmente il mancato passaggio allo scatto leggero.

Il percorso già svolto perde così il proprio riconoscimento specifico: nuova selezione per uscire, permanenza nello stesso contenitore per chi resta, scomparsa del grado di Coadiutore principale e delle prospettive a esso collegate.

Il mansionario svuotato delle funzioni più qualificanti — sostituto di divisione, attività ispettiva, deleghe speciali e forse altre — sostituite dal tutoraggio, presentato come una novità quando in realtà viene già esercitato.

È qui che la riforma tocca direttamente la dignità delle persone. Una selezione già superata, anni di esperienza e responsabilità esercitate non possono essere cancellati come se appartenessero a un ordinamento ormai privo di valore.

Lo scambio reale

Alla Banca la riforma offre una maggiore elasticità organizzativa, mansionari più aperti, un controllo più ampio sui flussi degli avanzamenti e una struttura con pochi contenitori.

Al personale chiede di rinunciare a una carriera scandita da tappe riconoscibili, incrementi permanenti e funzioni definite.

L’investimento strutturale aggiuntivo stimabile sulla base delle informazioni disponibili è modesto e concentrato su una parte limitata della popolazione. Il resto viene affidato a un bonus non strutturale e a meccanismi di merito ancora inesistenti.

Rimane inoltre irrisolta la sovrapposizione fra le mansioni degli Operai e quelle degli Operativi, mentre la flessibilità richiesta dalla Banca aumenta senza che siano stati definiti stipendi, confini professionali e garanzie equivalenti.

Una proposta che non può essere approvata al buio

La Banca ha fornito il prezzo di un singolo scatto. Non ha ancora mostrato:

  • gli stipendi del nuovo ordinamento;
  • il valore complessivo della futura carriera;
  • il trattamento delle anzianità già maturate;
  • il numero garantito degli avanzamenti;
  • le regole delle selezioni;
  • le tutele per chi è prossimo alla pensione;
  • i criteri di merito e demerito;
  • il riconoscimento del percorso professionale già compiuto;
  • i nuovi mansionari definitivi.

Il poco che possiamo calcolare non descrive una grande operazione di valorizzazione. Mostra una redistribuzione limitata, finanziata almeno in parte dalla cancellazione degli avanzamenti e degli aumenti permanenti oggi esistenti.

La Banca acquisisce flessibilità. La maggioranza del personale rischia di perdere carriera, stipendio futuro e riconoscimento professionale.

Allo stato, la proposta non può essere considerata accettabile. Prima di chiedere qualsiasi valutazione, la Banca deve presentare il quadro completo e dimostrare, con numeri verificabili, che nessuna persona finanzierà la riforma rinunciando al proprio futuro.

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3 risposte

  1. Aggiungerei che bisogna scoprire perchè la Banca ha riaperto questa trattativa e poi agire di conseguenza a livello negoziale. Il nuovo Segretario Generale vuole intestarsi una riforma storica? (Dubito che sia questo il suo sogno a livello di carriera). Gli operativi costano troppo alla Banca? (Siamo di meno dei colleghi della Prima Parte del Regolamento del Personale). Tutto ruota attorno ai colleghi Operai di terza che se non partono da un R.A.L. più basso crolla tutto il cucuzzaro? (Ne dubito per un fatto numerico). A mio parere mentre a noi non ci serve niente come Carriera Operativa, alla Banca serve dopo dieci anni di portare il nuovo “tappone” di Coadiutori e Coadiutori Principali formatosi dal 2016 in poi nel mare magnum degli Expert che sono innocui e di più facile gestione da ogni punto di vista. La banca non ha certo problemi di soldi e meno che mai per quanto spende per il personale…

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