La componente annuale da 500 o 1.000 euro è stata definita dalla stessa Banca non strutturale. Potrebbe essere assegnata ogni anno, ma non entra stabilmente nello stipendio base.
Mancano inoltre:
- un budget minimo garantito;
- una percentuale vincolante di persone beneficiarie;
- i criteri di attribuzione;
- le garanzie contro la discrezionalità.
La Banca ha parlato di una distribuzione ampia, prospettando i 1.000 euro anche per metà della compagine. Nelle slide non assume però alcun impegno percentuale.
Il passaggio di grado, invece, aumenta permanentemente lo stipendio base e produce effetti anche sulla successiva evoluzione retributiva. Un bonus annuale da riassegnare ogni volta non può compensare la cancellazione di incrementi strutturali di migliaia di euro.
Più passaggi a supervisore, ma molto più poveri
La Banca promette che, tra il 2028 e il 2030, i passaggi a Supervisore saranno «più che doppi» rispetto alle attuali promozioni a Coadiutore. La formula mette insieme due elementi solo apparentemente favorevoli: più posti e almeno un livello stipendiale di aumento.
Il valore minimo scritto per il passaggio è però di appena 2.912 euro annui. Oggi il passaggio da Assistente a Coadiutore aumenta stabilmente lo stipendio base di quasi 12.000 euro; quello da Assistente superiore a Coadiutore vale oltre 4.000 euro. Anche nella carriera operaia esistono passaggi molto più consistenti: da Operaio di 3ª junior a Operaio di 3ª l’incremento supera i 9.100 euro.
Il nuovo ordinamento cancellerebbe tutte le tappe della carriera amministrativa e ne lascerebbe una sola: da Operativo a Supervisore, attraverso un concorso dopo dieci anni oppure uno scrutinio con prova dopo venti. Il minimo economico indicato per questo unico passaggio è quindi molto inferiore agli aumenti che oggi accompagnano diversi avanzamenti di grado.
La Banca potrebbe compensare la differenza attraverso lo stipendio base dei Supervisori. Ma proprio quel dato non è stato comunicato. Conosciamo ciò che scompare; del trattamento che dovrebbe sostituirlo conosciamo soltanto il valore minimo di un livello.
Anche il promesso aumento dei posti va ridimensionato. Il termine di confronto è una pianificazione che la stessa Banca ha progressivamente ristretto:
| Grado di arrivo |
2023 |
2024 |
2025 |
2026 |
Variazione |
| Coadiutore principale |
8 |
7 |
6 |
4 |
−50% |
| Coadiutore |
30 |
26 |
25 |
20 |
−33% |
| Primo assistente |
38 |
30 |
18 |
10 |
−74% |
| Assistente superiore |
29 |
26 |
24 |
28 |
−3% |
| Totale |
105 |
89 |
73 |
62 |
−41% |
In tre anni gli avanzamenti verso i gradi superiori sono scesi da 105 a 62. Promettere il raddoppio di uno solo di questi passaggi, partendo da numeri già ridotti ai minimi, non ricostruisce la carriera che viene cancellata.
La promessa aziendale va quindi letta per intero: più passaggi rispetto a una pianificazione impoverita, per il solo triennio 2028-2030, con un aumento minimo molto inferiore a quello di diversi passaggi oggi esistenti.
Senza conoscere lo stipendio base dei Supervisori, senza percentuali minime stabili di avanzamento e senza garanzie successive al 2030, la riforma rischia di sostituire una carriera composta da più tappe con un solo passaggio, economicamente più povero e interamente dipendente dalla futura pianificazione della Banca.
Raddoppiare temporaneamente un numero prima ridotto, e ridurre il valore delle promozioni, non significa rafforzare la carriera.
Tempi peggiori per chi entra, incerti per chi è già dentro
Anche i tempi di carriera peggiorano per una parte consistente del personale.
Oggi un Assistente può accedere al concorso per Coadiutore dopo sei anni nel grado; un Vice Assistente vi arriva generalmente dopo dodici-quattordici anni dall’ingresso. La proposta fissa per tutti la soglia di dieci anni per il passaggio a Supervisore e la presenta come una media tra i due percorsi.
Ma una media non produce gli stessi effetti su tutti. Tra gli ingressi più recenti ci sono 48 Assistenti in prova e 21 Vice Assistenti in prova: circa il 70% entra già come Assistente. Per la maggioranza, quindi, l’accesso al segmento superiore peggiora da sei a dieci anni. Il miglioramento riguarda la minoranza dei Vice Assistenti di soli due-quattro anni, dopo 30 anni di attesa.
Il problema è ancora più serio per chi è già in servizio. Oggi risultano potenzialmente scrutinabili per Coadiutore 1.214 persone: 420 Assistenti con almeno sei anni nel grado, 157 Primi assistenti e 637 Assistenti superiori. La proposta non indica quanti posti saranno effettivamente messi a disposizione per il passaggio a Supervisore e non chiarisce come verrà riconosciuta l’anzianità già maturata.
Gli Assistenti superiori mostrano bene il rischio: 368 hanno almeno dieci anni nel grado, 275 almeno quindici e 81 almeno venti. Senza un regime transitorio scritto, persone che attendono da anni potrebbero essere ricollocate nel nuovo segmento e sottoposte a nuove soglie e nuove prove.
Per chi entra come Assistente, la carriera rallenta. Per chi è già dentro, il tempo maturato rischia di perdere valore.
Un requisito di dieci o vent’anni, senza posti garantiti e senza il pieno riconoscimento dell’anzianità pregressa, resta soltanto una data sulla carta.
Il caso dei Coadiutori
Gli attuali Coadiutori e Coadiutori principali sono 638. Hanno già superato selezioni e assunto responsabilità specifiche.
La proposta riserva loro, per il solo triennio 2028-2030, 25 posti annui per Expert e 5 per Consigliere, senza alcuna esplicita indicazione di come verrebbe gestito il personale che è già risultato idoneo per il passaggio all’area manageriale. Tutti gli altri resterebbero nel segmento dei Supervisori.
Per 503 di loro la componente strutturale non produce neppure un euro aggiuntivo, perché percepiscono già lo scatto da 1.456 euro. Agli altri offre essenzialmente il mancato passaggio allo scatto leggero.
Il percorso già svolto perde così il proprio riconoscimento specifico: nuova selezione per uscire, permanenza nello stesso contenitore per chi resta, scomparsa del grado di Coadiutore principale e delle prospettive a esso collegate.
Il mansionario svuotato delle funzioni più qualificanti — sostituto di divisione, attività ispettiva, deleghe speciali e forse altre — sostituite dal tutoraggio, presentato come una novità quando in realtà viene già esercitato.
È qui che la riforma tocca direttamente la dignità delle persone. Una selezione già superata, anni di esperienza e responsabilità esercitate non possono essere cancellati come se appartenessero a un ordinamento ormai privo di valore.
Lo scambio reale
Alla Banca la riforma offre una maggiore elasticità organizzativa, mansionari più aperti, un controllo più ampio sui flussi degli avanzamenti e una struttura con pochi contenitori.
Al personale chiede di rinunciare a una carriera scandita da tappe riconoscibili, incrementi permanenti e funzioni definite.
L’investimento strutturale aggiuntivo stimabile sulla base delle informazioni disponibili è modesto e concentrato su una parte limitata della popolazione. Il resto viene affidato a un bonus non strutturale e a meccanismi di merito ancora inesistenti.
Rimane inoltre irrisolta la sovrapposizione fra le mansioni degli Operai e quelle degli Operativi, mentre la flessibilità richiesta dalla Banca aumenta senza che siano stati definiti stipendi, confini professionali e garanzie equivalenti.
Una proposta che non può essere approvata al buio
La Banca ha fornito il prezzo di un singolo scatto. Non ha ancora mostrato:
- gli stipendi del nuovo ordinamento;
- il valore complessivo della futura carriera;
- il trattamento delle anzianità già maturate;
- il numero garantito degli avanzamenti;
- le regole delle selezioni;
- le tutele per chi è prossimo alla pensione;
- i criteri di merito e demerito;
- il riconoscimento del percorso professionale già compiuto;
- i nuovi mansionari definitivi.
Il poco che possiamo calcolare non descrive una grande operazione di valorizzazione. Mostra una redistribuzione limitata, finanziata almeno in parte dalla cancellazione degli avanzamenti e degli aumenti permanenti oggi esistenti.
La Banca acquisisce flessibilità. La maggioranza del personale rischia di perdere carriera, stipendio futuro e riconoscimento professionale.
Allo stato, la proposta non può essere considerata accettabile. Prima di chiedere qualsiasi valutazione, la Banca deve presentare il quadro completo e dimostrare, con numeri verificabili, che nessuna persona finanzierà la riforma rinunciando al proprio futuro.
3 risposte
Condivido ogni sillaba
Grazie per il sostegno e l’apprezzamento. Siamo contenti di aver colto nel segno.
Aggiungerei che bisogna scoprire perchè la Banca ha riaperto questa trattativa e poi agire di conseguenza a livello negoziale. Il nuovo Segretario Generale vuole intestarsi una riforma storica? (Dubito che sia questo il suo sogno a livello di carriera). Gli operativi costano troppo alla Banca? (Siamo di meno dei colleghi della Prima Parte del Regolamento del Personale). Tutto ruota attorno ai colleghi Operai di terza che se non partono da un R.A.L. più basso crolla tutto il cucuzzaro? (Ne dubito per un fatto numerico). A mio parere mentre a noi non ci serve niente come Carriera Operativa, alla Banca serve dopo dieci anni di portare il nuovo “tappone” di Coadiutori e Coadiutori Principali formatosi dal 2016 in poi nel mare magnum degli Expert che sono innocui e di più facile gestione da ogni punto di vista. La banca non ha certo problemi di soldi e meno che mai per quanto spende per il personale…