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Orario di lavoro in Banca d’Italia: si riapre il confronto

Nel confronto del 9 marzo sull’orario di lavoro, l’Amministrazione ha presentato le proprie linee guida, ma per noi servono contenuti più concreti. Abbiamo chiesto di rinviare a un tavolo separato il tema del calcolo della prestazione e abbiamo ribadito alcune priorità: organici adeguati, riduzione dell’orario almeno a 37 ore, più tutele per caregiver e genitori, buono pasto in telelavoro, indennità per le mansioni non remotizzabili, revisione del premio di presenza e formazione realmente accessibile.

Gli stessi temi sono emersi anche nel webinar FABI del 4 marzo: senza investimenti su personale, diritti e parità di trattamento, flessibilità e innovazione restano parole vuote.

Oggetto:

Orario di Lavoro

Ultimo incontro:

9 Marzo 2026

N° incontri

2

Note

Discussione:

A che punto siamo?

Il 3 dicembre 2025 si è aperto ufficialmente il confronto con l’Amministrazione sul tema della “Gestione del Tempo” e dell’Orario di Lavoro.

Il 9 marzo è ripreso il confronto, in una fase ancora dedicata ai principi generali e ai temi che saranno sviluppati nei successivi incontri, quando si entrerà nel merito della trattativa.

Incontro del 9 marzo

In occasione del secondo confronto con l’Amministrazione, la Delegazione aziendale ha presentato il documento “Il tempo come leva di innovazione”.

Pur trattandosi, come ha precisato la Segreteria Generale, di una fase ancora esplorativa, il documento lascia già emergere le direttrici lungo le quali l’Amministrazione intende impostare la trattativa:

  • Valorizzazione delle differenze, con attenzione alla pluralità generazionale e di genere e all’obiettivo di ridurre i divari esistenti;

  • Equilibrio dinamico, da costruire tra flessibilità organizzativa e tutela dei diritti;

  • Identità e reputazione, come insieme di valori riconoscibili all’interno dell’Istituto e credibili anche verso l’esterno.

Prime riflessioni sulla presentazione

Abbiamo rilevato subito un punto essenziale: allo stato attuale, queste linee guida restano soprattutto una dichiarazione di intenti e non offrono ancora la necessaria concretezza.

Per questo abbiamo chiesto, come primo punto, di stralciare e rinviare a un tavolo separato il tema affrontato nell’ultima slide presentata dall’Amministrazione, relativa a “Orario di lavoro – modalità di calcolo della prestazione”. A nostro avviso si tratta di una materia autonoma, che in questa fase rischierebbe solo di appesantire il confronto e rallentare l’andamento della trattativa.

Con riferimento poi al principio di identità e reputazione richiamato dalla Delegazione aziendale, abbiamo osservato che sia il senso di appartenenza sia la reputazione dell’Istituto non possono che passare da un principio di trasparenza, che purtroppo non sempre abbiamo riscontrato.

I punti che abbiamo posto al centro del confronto

Entrando nel merito, abbiamo indicato alcuni principi che riteniamo indispensabili per proseguire la discussione in modo serio ed efficace.

Concretezza delle proposte

Abbiamo ribadito la necessità di esaminare nel dettaglio ogni modifica ipotizzata, per valutarne l’impatto reale sulla vita e sul lavoro delle persone e potersi accertare che produca benefici concreti per tutto il personale e non si riduca a un semplice strumento di gestione organizzativa.

Adeguamento degli organici

Abbiamo sottolineato che qualunque innovazione in materia di orario di lavoro richiede un adeguato rafforzamento degli organici. È un presupposto necessario sia per rendere effettivi i cambiamenti sia per tutelare condizioni di lavoro già oggi molto tese, compreso l’esercizio di diritti fondamentali come il diritto alla formazione.

Riduzione dell’orario e flessibilità

Abbiamo proposto un allineamento almeno alle 37 ore settimanali, standard già presente nel settore bancario, come primo passo concreto verso una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Welfare e conciliazione

Abbiamo chiesto:

  • l’adeguamento urgente della Circolare 291 in materia di congedo parentale, con tempi di recepimento delle novità normative molto più rapidi;

  • l’ampliamento delle tipologie di part-time, ad esempio attraverso l’introduzione del part-time mensile;

  • il riconoscimento della figura del caregiver come destinataria di specifici diritti e tutele.

Parità di trattamento

Abbiamo chiesto:

  • il riconoscimento del buono pasto anche a chi lavora in telelavoro;

  • l’istituzione di una indennità specifica per chi svolge mansioni non remotizzabili;

  • misure che favoriscano la mobilità verso uffici in cui sia possibile accedere allo smart working.

Premio di presenza

Abbiamo chiesto una revisione delle modalità di calcolo del premio di presenza, che dovrebbe tenere adeguatamente conto di tutte le assenze meritevoli di tutela, sia quelle già previste sia quelle introdotte più di recente o che verranno introdotte a seguito della trattativa.

Contributo dell’Associazione Donne Banca d’Italia

Abbiamo invitato la Delegazione aziendale a considerare con attenzione anche le proposte avanzate dall’Associazione Donne Banca d’Italia.

Il report del webinar FABI

Il webinar del 4 marzo 2026 ha confermato con forza quanto sia avvertita l’esigenza di una riforma strutturale capace di mettere davvero al centro le persone.

Non si tratta soltanto di “ridurre l’orario”, ma di ripensare il modo in cui si lavora e si vive l’Istituto. Per noi la sfida è chiara: coniugare efficienza organizzativa e benessere del personale, garantendo a tutte e tutti — dalle persone impiegate nei servizi a turno a chi lavora in telelavoro — pari opportunità e tutele adeguate ai tempi. Senza un investimento reale su organici e diritti, ogni flessibilità rischia di restare un contenitore vuoto.
Ecco una sintesi di quanto emerso nel corso del webinar.

Ripianamento degli organici: il presupposto essenziale

È il punto di partenza. Qualunque riforma dell’orario o del welfare rischia di essere inefficace se non è sostenuta da organici adeguati.

La carenza di personale sta già oggi comprimendo i carichi di lavoro e rende spesso difficile, se non impossibile, la fruizione di diritti formalmente riconosciuti. Senza nuove assunzioni, la flessibilità resta sulla carta.

Riduzione dell’orario e maggiore flessibilità
Obiettivo 37 ore (almeno)

Abbiamo indicato come proposta concreta e realistica il passaggio alle 37 ore settimanali, in linea con quanto già previsto nel settore creditizio, per aumentare gli spazi di flessibilità e migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Riteniamo comunque che si possa aprire una riflessione anche su una riduzione più significativa dell’orario di lavoro, coerente con i cambiamenti intervenuti nell’organizzazione e nella società.

Focus su STC e filiali: indennità e flessibilità
Riconoscimento economico per i lavori non remotizzabili

Chi non può accedere allo smart working, ad esempio per attività legate alla gestione del contante, deve ricevere un ristoro economico adeguato. Non è accettabile che l’innovazione migliori la qualità della vita solo per una parte del personale e lasci indietro il resto.

Tolleranza in ingresso

Negli STC il limite dei 15 minuti oltre il quale si perde l’indennità di turno appare ormai anacronistico. Ne abbiamo chiesto l’ampliamento.

Smart working anche negli STC

E’ emersa la necessità di mappare con serietà le attività remotizzabili anche nei servizi di trattamento del contante, per superare l’isolamento organizzativo di questi settori e ampliare gli spazi di flessibilità dove possibile.

Percorsi di carriera e valorizzazione interna
Basta puntare solo sull’esterno

Si è criticata la tendenza a privilegiare le assunzioni esterne senza valorizzare adeguatamente il personale interno già qualificato e spesso in possesso di titoli di studio elevati, segnalando l’esigenza di percorsi di carriera più accessibili e di concorsi interni con quote riservate per Assistenti e Vice Assistenti in possesso di titoli superiori. Tali quote dovrebbero essere una percentuale minima predefinita delle persone assunte dall’esterno.

Strumenti di uscita a fine carriera

Durante il webinar è emersa inoltre la necessità di introdurre strumenti che accompagnino l’uscita anticipata di chi, nella fase finale del proprio percorso lavorativo, si sente marginalizzato dai nuovi modelli professionali.

Welfare, caregiving e congedi
Tutela delle persone caregiver

L’estensione delle possibilità di smart working per chi assiste familiari non autosufficienti, compresi fratelli, sorelle o affini, quando manchino altre reti di supporto è un tema molto sentito.

Aggiornamento della Circolare 291

Si è ribadita l’urgenza di adeguare la disciplina interna sul congedo parentale alle più recenti novità legislative. Su questo punto abbiamo già sollecitato formalmente l’Amministrazione con una lettera inviata il 2 marzo.

Buoni pasto

Abbiamo ribadito che continueremo a chiedere il riconoscimento del buono pasto anche per le giornate svolte in telelavoro.

Studio, formazione e assiduità
Diritto allo studio

Molte persone hanno segnalato l’esigenza di un aumento dei permessi studio e una revisione del criterio di assiduità, affinché chi investe nella propria formazione non venga penalizzato. E su questo tema si è di nuovo sottolineato che la formazione deve essere resa effettivamente fruibile, prevedendo tempi dedicati e sottratti alle mansioni ordinarie. Altrimenti il diritto resta solo formale.

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