Il webinar del 4 marzo 2026 ha confermato con forza quanto sia avvertita l’esigenza di una riforma strutturale capace di mettere davvero al centro le persone.
Non si tratta soltanto di “ridurre l’orario”, ma di ripensare il modo in cui si lavora e si vive l’Istituto. Per noi la sfida è chiara: coniugare efficienza organizzativa e benessere del personale, garantendo a tutte e tutti — dalle persone impiegate nei servizi a turno a chi lavora in telelavoro — pari opportunità e tutele adeguate ai tempi. Senza un investimento reale su organici e diritti, ogni flessibilità rischia di restare un contenitore vuoto.
Ecco una sintesi di quanto emerso nel corso del webinar.
Ripianamento degli organici: il presupposto essenziale
È il punto di partenza. Qualunque riforma dell’orario o del welfare rischia di essere inefficace se non è sostenuta da organici adeguati.
La carenza di personale sta già oggi comprimendo i carichi di lavoro e rende spesso difficile, se non impossibile, la fruizione di diritti formalmente riconosciuti. Senza nuove assunzioni, la flessibilità resta sulla carta.
Riduzione dell’orario e maggiore flessibilità
Obiettivo 37 ore (almeno)
Abbiamo indicato come proposta concreta e realistica il passaggio alle 37 ore settimanali, in linea con quanto già previsto nel settore creditizio, per aumentare gli spazi di flessibilità e migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata.
Riteniamo comunque che si possa aprire una riflessione anche su una riduzione più significativa dell’orario di lavoro, coerente con i cambiamenti intervenuti nell’organizzazione e nella società.
Focus su STC e filiali: indennità e flessibilità
Riconoscimento economico per i lavori non remotizzabili
Chi non può accedere allo smart working, ad esempio per attività legate alla gestione del contante, deve ricevere un ristoro economico adeguato. Non è accettabile che l’innovazione migliori la qualità della vita solo per una parte del personale e lasci indietro il resto.
Tolleranza in ingresso
Negli STC il limite dei 15 minuti oltre il quale si perde l’indennità di turno appare ormai anacronistico. Ne abbiamo chiesto l’ampliamento.
Smart working anche negli STC
E’ emersa la necessità di mappare con serietà le attività remotizzabili anche nei servizi di trattamento del contante, per superare l’isolamento organizzativo di questi settori e ampliare gli spazi di flessibilità dove possibile.
Percorsi di carriera e valorizzazione interna
Basta puntare solo sull’esterno
Si è criticata la tendenza a privilegiare le assunzioni esterne senza valorizzare adeguatamente il personale interno già qualificato e spesso in possesso di titoli di studio elevati, segnalando l’esigenza di percorsi di carriera più accessibili e di concorsi interni con quote riservate per Assistenti e Vice Assistenti in possesso di titoli superiori. Tali quote dovrebbero essere una percentuale minima predefinita delle persone assunte dall’esterno.
Strumenti di uscita a fine carriera
Durante il webinar è emersa inoltre la necessità di introdurre strumenti che accompagnino l’uscita anticipata di chi, nella fase finale del proprio percorso lavorativo, si sente marginalizzato dai nuovi modelli professionali.
Welfare, caregiving e congedi
Tutela delle persone caregiver
L’estensione delle possibilità di smart working per chi assiste familiari non autosufficienti, compresi fratelli, sorelle o affini, quando manchino altre reti di supporto è un tema molto sentito.
Aggiornamento della Circolare 291
Si è ribadita l’urgenza di adeguare la disciplina interna sul congedo parentale alle più recenti novità legislative. Su questo punto abbiamo già sollecitato formalmente l’Amministrazione con una lettera inviata il 2 marzo.
Buoni pasto
Abbiamo ribadito che continueremo a chiedere il riconoscimento del buono pasto anche per le giornate svolte in telelavoro.
Studio, formazione e assiduità
Diritto allo studio
Molte persone hanno segnalato l’esigenza di un aumento dei permessi studio e una revisione del criterio di assiduità, affinché chi investe nella propria formazione non venga penalizzato. E su questo tema si è di nuovo sottolineato che la formazione deve essere resa effettivamente fruibile, prevedendo tempi dedicati e sottratti alle mansioni ordinarie. Altrimenti il diritto resta solo formale.