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Genitorialità e sportelli di filiale: la FABI-BI chiede diritti davvero fruibili

La Banca si è dichiarata disponibile ad aggiornare la disciplina interna sulla genitorialità e ad aprire una sperimentazione sugli sportelli di Filiale come richiesto formalmente dalle otto sigle sindacali. È un passaggio utile, ma non sufficiente. Recepire le leggi vigenti e le indicazioni INPS è il minimo. La FABI-BI chiede interventi più ampi: un plafond separato per genitorialità e cura, congedi più fruibili, meno burocrazia, meno arbitrarietà e regole che non penalizzino chi usa davvero questi strumenti.

Oggetto:

Orario di Lavoro

Ultimo incontro:

20 Marzo 2025

N° incontri

3

Note

Incontro per discutere solo di genitorialità e sportelli filiali (richiesta di stralcio dalla trattativa complessiva)

Discussione:

A che punto siamo?

Il 3 dicembre 2025 si è aperto ufficialmente il confronto con l’Amministrazione sul tema della “Gestione del Tempo” e dell’Orario di Lavoro.

Il 9 marzo è ripreso il confronto, in una fase ancora dedicata ai principi generali e ai temi che saranno sviluppati nei successivi incontri, quando si entrerà nel merito della trattativa.

Il 20 marzo è emersa l’esigenza di non rinviare alcuni temi urgenti ai tempi più lunghi della trattativa generale. Dopo la richiesta unitaria di tutte le sigle sindacali di stralciare genitorialità e sportelli di Filiale e trattarli separatamente, la Banca ha accettato di aprire un confronto dedicato e ha illustrato alcune prime ipotesi su genitorialità e sportelli.

La FABI-BI ha preso atto dell’apertura, ma ha chiarito un punto essenziale: applicare la legge è un dovere, non una concessione. È il minimo.

La FABI-BI e ha chiesto che il confronto prosegua su testi scritti e ha inviato una lettera con allegato tecnico per dettagliare le proprie proposte.

Genitorialità: serve molto di più dell’adeguamento formale

Sulla genitorialità non si chiedeva solo di recepire le norme vigenti, ma di integrarle in senso migliorativo. Nell’incontro del 20 maggio la Banca ha manifestato disponibilità ad aggiornare la disciplina interna e a recepire le indicazioni INPS: un passaggio necessario, ma ancora insufficiente. Applicare legge e indicazioni amministrative è il punto di partenza, non il risultato della trattativa.

Sul tema della genitorialità, il confronto deve servire anche a verificare se congedi e permessi siano concretamente utilizzabili quando servono.

Oggi molti istituti sono appesantiti da limiti, sottotetti, recuperi rigidi, documentazione eccessiva, differenze applicative tra strutture e margini di discrezionalità che ne rendono più difficile l’uso effettivo.

Per questo la FABI-BI ha chiesto una revisione sostanziale della Circolare n. 291: non un semplice aggiornamento tecnico, ma un intervento capace di rimuovere gli ostacoli che oggi riducono la fruibilità dei diritti.

 

Cosa abbiamo chiesto

Con la lettera inviata alla Banca, accompagnata da un allegato tecnico, abbiamo chiesto interventi puntuali su più piani.

Primo: pieno adeguamento alla legge e alle indicazioni INPS, con ricostruzione delle posizioni individuali quando vi siano effetti economici o giornate di congedo da ricalcolare.

Secondo: misure di vero miglior favore, a partire da un trattamento economico più avanzato del congedo parentale e da strumenti specifici per i nuclei in cui l’altro genitore non dispone di tutele equivalenti o realmente fruibili.

Terzo: un plafond separato per genitorialità e cura, distinto dai congedi straordinari ordinari. Non basta aggiungere nuove causali se poi tutto resta dentro lo stesso contenitore. Visite pediatriche, inserimenti educativi, terapie, accertamenti, colloqui scolastici e bisogni di cura devono avere uno spazio proprio.

Quarto: eliminazione dei vincoli che impediscono l’uso reale degli istituti: limiti alla fruizione oraria, recuperi obbligatori nella stessa giornata, criteri rigidi sui tempi di spostamento, documentazione eccessiva, procedure non aggiornate, interpretazioni diverse da struttura a struttura.

Quinto: riduzione dell’arbitrarietà. I capi devono essere garanti dell’applicazione delle regole, non filtri discrezionali. In caso di diniego o limitazione devono esserci motivazioni chiare, criteri verificabili e tracciabilità.

Sesto: nessuna penalizzazione economica o professionale. Usare congedi, permessi o riposi legati alla genitorialità e alla cura non deve incidere negativamente su premio di presenza, valutazioni, incarichi, obiettivi, gratifiche, livelli, avanzamenti e percorsi professionali.

Sportelli di Filiale: sperimentazione sì, ma non solo sulla cassa

Sul comparto operativo-contabile, la Banca ha proposto una sperimentazione sulla rimodulazione dei servizi di cassa per l’utenza privata, concentrando l’apertura degli sportelli in alcuni giorni della settimana nelle Filiali con volumi più contenuti.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il presidio di sportelli con pochi accessi e liberare tempo per altre attività, formazione e ampliamento delle competenze.

Per la FABI-BI la proposta può essere utile, ma deve essere più ampia e più chiara. Va infatti ricordato che la richiesta formale sottoscritta dalle otto Organizzazioni sindacali riguardava la generalità degli sportelli di Filiale aperti al pubblico, e non soltanto gli sportelli di cassa. Nel corso del tavolo, invece, la Banca ha rappresentato che, su sollecitazione del primo tavolo sindacale, l’oggetto della sperimentazione sarebbe stato ricondotto ai soli servizi di cassa.

Questa impostazione rischia di ridurre le possibilità di gestire in modo efficace il personale addetto alle Filiali. La rimodulazione dell’accesso fisico del pubblico, anche attraverso appuntamenti e giornate dedicate, non comporta di per sé alcun arretramento sul territorio: può anzi consentire una migliore organizzazione del lavoro, una risposta più ordinata all’utenza e un impiego più utile delle professionalità presenti.

L’arretramento vero non è fissare appuntamenti o concentrare alcuni servizi in fasce e giornate definite. L’arretramento vero è lasciare le Filiali senza funzioni effettive da svolgere, con personale chiamato a presidiare sportelli quasi vuoti invece di essere coinvolto in attività qualificate, utili e coerenti con il ruolo istituzionale della rete territoriale.

Abbiamo quindi chiesto che la sperimentazione non sia limitata ai soli servizi di cassa, ma possa riguardare anche altri servizi con accessi fisici molto ridotti, sempre salvaguardando i presidi istituzionali necessari.

Abbiamo inoltre chiesto garanzie precise: la sperimentazione non deve coprire la carenza di organico, deve avere durata e criteri verificabili, deve consentire la piena fruizione delle ferie e deve valorizzare professionalmente le risorse liberate.

La razionalizzazione degli sportelli ha senso solo se rafforza il lavoro delle Filiali. Non può diventare un modo elegante per abituarsi a organici insufficienti.

Le richieste di FABI-BI

In sintesi

Non solo adeguamento alla legge. Recepire norme vigenti e indicazioni INPS è dovuto, non è una concessione.

Un plafond separato per genitorialità e cura. Visite, inserimenti, terapie e bisogni familiari non possono restare compressi nello stesso contenitore dei congedi straordinari ordinari.

Congedi e permessi davvero fruibili. Vanno eliminati vincoli orari, recuperi rigidi, burocrazia inutile e difformità applicative tra strutture.

Meno discrezionalità. In caso di diniego o limitazione servono criteri chiari, motivazioni scritte e tracciabilità.

Nessuna penalizzazione. La genitorialità e la cura non devono incidere su premio di presenza, valutazioni, incarichi, avanzamenti e percorsi professionali.

Sportelli di Filiale: sperimentare sì, ma con garanzie. La razionalizzazione deve liberare risorse per attività qualificate, non coprire carenze di organico.

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