Sulla genitorialità non si chiedeva solo di recepire le norme vigenti, ma di integrarle in senso migliorativo. Nell’incontro del 20 maggio la Banca ha manifestato disponibilità ad aggiornare la disciplina interna e a recepire le indicazioni INPS: un passaggio necessario, ma ancora insufficiente. Applicare legge e indicazioni amministrative è il punto di partenza, non il risultato della trattativa.
Sul tema della genitorialità, il confronto deve servire anche a verificare se congedi e permessi siano concretamente utilizzabili quando servono.
Oggi molti istituti sono appesantiti da limiti, sottotetti, recuperi rigidi, documentazione eccessiva, differenze applicative tra strutture e margini di discrezionalità che ne rendono più difficile l’uso effettivo.
Per questo la FABI-BI ha chiesto una revisione sostanziale della Circolare n. 291: non un semplice aggiornamento tecnico, ma un intervento capace di rimuovere gli ostacoli che oggi riducono la fruibilità dei diritti.
Cosa abbiamo chiesto
Con la lettera inviata alla Banca, accompagnata da un allegato tecnico, abbiamo chiesto interventi puntuali su più piani.
Primo: pieno adeguamento alla legge e alle indicazioni INPS, con ricostruzione delle posizioni individuali quando vi siano effetti economici o giornate di congedo da ricalcolare.
Secondo: misure di vero miglior favore, a partire da un trattamento economico più avanzato del congedo parentale e da strumenti specifici per i nuclei in cui l’altro genitore non dispone di tutele equivalenti o realmente fruibili.
Terzo: un plafond separato per genitorialità e cura, distinto dai congedi straordinari ordinari. Non basta aggiungere nuove causali se poi tutto resta dentro lo stesso contenitore. Visite pediatriche, inserimenti educativi, terapie, accertamenti, colloqui scolastici e bisogni di cura devono avere uno spazio proprio.
Quarto: eliminazione dei vincoli che impediscono l’uso reale degli istituti: limiti alla fruizione oraria, recuperi obbligatori nella stessa giornata, criteri rigidi sui tempi di spostamento, documentazione eccessiva, procedure non aggiornate, interpretazioni diverse da struttura a struttura.
Quinto: riduzione dell’arbitrarietà. I capi devono essere garanti dell’applicazione delle regole, non filtri discrezionali. In caso di diniego o limitazione devono esserci motivazioni chiare, criteri verificabili e tracciabilità.
Sesto: nessuna penalizzazione economica o professionale. Usare congedi, permessi o riposi legati alla genitorialità e alla cura non deve incidere negativamente su premio di presenza, valutazioni, incarichi, obiettivi, gratifiche, livelli, avanzamenti e percorsi professionali.