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La FABI-BI richiede un tavolo negoziale sul recepimento della direttiva europea CRD VI e contesta i passaggi unilaterali dell'Amministrazione sul riassetto dei reparti operativi (COM, IMM, GIN), che prevede la soppressione di ruoli apicali.
In Banca d’Italia molte relazioni sindacali si svolgono ancora con tavoli separati e incontri in successione. È un metodo arretrato, costoso e poco trasparente, che crea squilibri informativi e alimenta divisioni tra sigle. FABI-BI aveva già segnalato il problema nel 2015 e oggi chiede di superare questa liturgia per costruire relazioni sindacali più moderne, efficienti e comprensibili per tutto il personale.
Un QR code sui tavoli rimanda a un questionario su Google Moduli. Ma un modulo di gradimento non è l’app prevista dal capitolato: non consente segnalazioni tracciabili, conteggi affidabili e correzioni verificabili. Spieghiamo perché così anche la regola delle “100 segnalazioni” rischia di non funzionare, cosa chiediamo per il rispetto del capitolato su app e qualità, e come inviarci le segnalazioni via email per raccogliere evidenze utili.
Abbiamo chiesto formalmente alla Banca di istituire e convocare la Commissione mista welfare prevista dagli accordi. Serve una sede stabile per verificare l’andamento dell’appalto Edenred, analizzare i dati, ascoltare le segnalazioni e proporre correttivi concreti.
Chiediamo un incontro urgente per avere aggiornamenti formali sulla proroga 1/7/2026–30/6/2027 e avviare subito il confronto sulla prossima gara. Senza dati completi e documenti tecnici (in formato lavorabile) il confronto rischia di restare a impressioni, non a soluzioni.
La carriera nasce come strada, ma sempre più spesso si trasforma in una gara opaca. Quando i criteri non sono chiari, il merito non è verificabile e la crescita perde senso, per le persone e per l’organizzazione.
Il riassetto della Rete territoriale in Banca d’Italia evidenzia criticità: organici ridotti, carichi crescenti e necessità di formazione. FABI propone un Dipartimento dedicato per dare dignità e riferimenti certi ai 2.000 dipendenti
Al via il confronto sulla riforma dell'Area Operativa in Banca d'Italia. La FABI-BI chiede certezze su risorse e mansioni, proponendo uno scivolo per i senior, il transito dei coadiutori ad expert e percorsi di crescita reali per le nuove assunte e assunti.
Il nuovo appalto per il Contact Centre della Banca d’Italia riguarda il primo contatto con cittadine, cittadini e imprese. Pur trattandosi di un servizio informativo di primo livello, le materie coinvolte sono delicate: tutela della clientela, ABF, esposti, Centrale dei Rischi, CAI. Per FABI-BI servono garanzie forti su formazione, qualità delle risposte, controlli e uso delle risorse interne, soprattutto nella fase di riorganizzazione della rete territoriale.
Capire come funziona il sindacato non è scontato. Spesso se ne parla per slogan, o solo nei momenti di conflitto, ma raramente si spiegano le basi: perché esiste, cosa fa davvero e quali diritti garantisce. Con questa serie vogliamo partire da qui. Senza tecnicismi inutili, ma senza semplificazioni fuorvianti. L’obiettivo è uno: dare strumenti per capire. Perché senza consapevolezza, anche i diritti restano sulla carta.
Formule come “ove possibile”, “compatibilmente con” o “sarà valutato” non compaiono solo nelle policy: attraversano regolamenti, norme interne, riorganizzazioni e comunicazioni istituzionali. Il problema non è la flessibilità in sé, ma l’assenza di criteri, tempi e responsabilità chiare.
Incontro del 20 aprile. Si denuncia un grave indebolimento delle relazioni sindacali, caratterizzato da decisioni unilaterali, riduzione della negoziazione e mancanza di chiarezza sulle conseguenze per i dipendenti.
Capire come funziona il sindacato non è scontato. Spesso se ne parla per slogan, o solo nei momenti di conflitto, ma raramente si spiegano le basi: perché esiste, cosa fa davvero e quali diritti garantisce. Con questa serie vogliamo partire da qui. Senza tecnicismi inutili, ma senza semplificazioni fuorvianti. L’obiettivo è uno: dare strumenti per capire. Perché senza consapevolezza, anche i diritti restano sulla carta.
La Fondazione di Assistenza e Solidarietà rimborsa parte delle spese mediche, di assistenza e di cura sostenute nel 2025. Domande entro il 30 giugno 2026. Chi può chiederlo e come.
Da mesi una famiglia vive con l’acqua che entra dal soffitto in un alloggio gestito da SIDIEF. Le prove ci sono, il problema è noto, ma la soluzione ancora no. Ora anche la Banca d’Italia deve smettere di restare sullo sfondo.